bigsnow-bolognaRoma, 3 feb – Aggiornamento del 6 febbraio ore 19:30 –  La fase più intensa dell’ondata di maltempo è terminata. Si contano però i danni e i disagi che sono stati tanti e almeno in parte sorprendenti in considerazione dell’ampio margine di preavviso fornito da previsioni meteorologiche mai così precise e puntuali.

Reperire le informazioni sulla situazione è abbastanza semplice, per esempio sull’Ansa, e anche su Twitter. Si parla di lunghi tratti autostradali chiusi a intermittenza con automobilisti e camionisti fermi al gelo, di Tir che violano i divieti e scorrazzano indisturbati sulla Firenze-Bologna durante la fase più acuta della tempesta, di decine di migliaia di persone senza elettricità in Emilia, tra Reggio Emilia e Parma (dove è caduto fino quasi un metro di neve anche in pianura), di frazioni isolate, di allagamenti in Romagna e Marche (come avevamo previsto), di mareggiate lungo le coste adriatiche, ancora di neve sulle colline della Toscana centrale e orientale, accompagnata dai consueti disagi dovuti all’impreparazione. Treni a singhiozzo con innumerevoli ritardi e cancellazioni intorno al nodo di Bologna. Di qualche ferito e purtroppo alcuni anziani morti per infarto nel tentativo di liberare casa o auto. Due metri e più di neve caduta sull’alto appennino tosco-emiliano. E si potrebbe continuare.

Complessivamente, non è andata malissimo in quanto ai danni, ma i disagi sono stati immensi e gravissimi, e probabilmente almeno in parte evitabili, tanto che perfino il ministro dei trasporti Maurizio Lupi ha chiesto un rapporto dettagliato alla Struttura di Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali in merito alla chiusura di alcuni tratti autostradali a causa delle nevicate in corso.

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Il Meteo Nazionale – sempre aggiornato

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Continua comunque a nevicare, sia pure più debolmente, su tutto l’appenino tosco-emiliano, tosco-romagnolo, marchigiano, umbro, mentre in pianura padana la neve ha ceduto il posto alla pioggia. Piove anche in Romagna e sulle pianure e vallate marchigiane, rendendo sempre attuale il rischio idro-geologico che già si è concretizzato su queste aree. Nevica abbastanza intensamente a ridosso dei rilievi del Piemonte occidentale e meridionale, dove gli accumuli sono localmente superiori a due metri. Su tutte queste aree i fenomeni si attenueranno a partire dalle prime ore di sabato 7.

A partire dalle prime ore di sabato 7, i fenomeni si intensificheranno temporaneamente, invece, sulle Marche meridionali, sull’Abruzzo e Molise, dove le nevicate cadranno oltre i 300-500 metri di quota e gli accumuli potranno raggiungere il metro di altezza nella giornata di sabato 7; le piogge in pianure e lungo le coste potranno occasionalmente essere intense e relativamente abbondanti, non escludendovi occasionali dissesti idro-geologici.

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Protezione Civile nazionale

Tra domenica 8 e la prima parte di lunedì 9, mentre sulle regioni del nord e del versante tirrenico tornerà generalmente il sole, sulle regioni centrali e meridionali adriatiche, dalle Marche centro-meridionali alla Puglia garganica, insisteranno precipitazioni diffuse, che saranno nevose progressivamente a quote sempre più basse, fino a toccare le pianure da domenica pomeriggio, con accumuli ulteriori fino a 30-50 cm e localmente anche maggiori.

Il dettaglio degli effetti al suolo previsti può essere seguito attraverso l’avviso della Protezione civile nazionale e gli avvisi sui siti delle varie Regioni.

Francesco Meneguzzo

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