payment-logoAtene, 3 lug – Paypal, Amazon, Itunes, se sei in Grecia in questi giorni non puoi usarli. I principali metodi di pagamento e acquisto online nei giorni pre-referendum sono di fatto bloccati. Insomma, in questi giorni in Grecia non solo non si possono ritirare contanti ma di fatto non si può nemmeno acquistare online, sia tu che sia un privato sia che gli acquisti (ad esempio per servizi di hosting) o rinnovi tu debba farli per lavoro.

Paypal sull’argomento ha rilasciato una dichiarazione ufficiale affermando: “Stiamo monitorando attentamente la situazione in Grecia e il progresso dei negoziati tra il governo greco e i suoi creditori. A causa delle recenti decisioni delle autorità greche sul controllo dei capitali, il finanziamento di un portafoglio di PayPal da conti bancari greci, così come le transazioni internazionali, finanziati da carte o conti bancari non sono attualmente disponibili. Altri tentativi di pagamento possono essere declinati da chi emette la carta o dall’ istituto bancario. Il nostro obiettivo è continuare a servire i nostri stimati clienti in Grecia, come abbiamo fatto per oltre un decennio in questo paese “. A quanto dichiarato si aggiunge che di fatto non si possono ritirare più di 60 euro al giorno dal proprio conto paypal. Insomma, in poche parole, paypal è di fatto off limits in Grecia in questi giorni.

A questo si aggiunge il sostanziale blocco dei pagamenti, e quindi degli acquisti operato da altri importanti servizi online, come il colosso del commercio online Amazon e il maggior rivenditore di servizi di riproduzione digitale, Itunes, influenzato sia da decisioni delle aziende citate che dal fatto che molti istituiti bancari greci, interpretando estensivamente il limite ai prelievi bancari ha di fatto reso non funzionanti in questi giorni le carte di credito emesso.

Il paradosso, insomma, è che mentre da una parte in questi anni nei paesi europei si è spinto anche con metodi coattivi i cittadini usare metodi di pagameto elettronici, in questi i giorni in Grecia se non hai accantonato sotto il materasso contanti (che ti avevano raccomandato e spesso obbligato ad usare e detenere il meno possibile, non puoi di fatto fare quasi nulla. Si tolga il quasi se si parla di transazioni in rete.

Se queste circostanze sono assolutamente penalizzanti per i consumatori, divengono drammatiche per le aziende greche che operano o comunque usano il web, visto che è di fatto impossibile anche il rinnovo online di servizi a meno che non si disponga di una carta di credito non greca.

La sensazione – a voler pensare andreottianamente male – è che tali restrizioni sia da grandi operatori internazionali che dagli istituti bancari greci siano un ulteriore strumento per influenzare il voto greco. Se voti no, contro il diktat di UE e FMI, potremmo farti ritornare ai tempi del baratto.

I greci si piegheranno? Manca poco per saperlo.

Cristiano Coccanari

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