Novagenit_DAC_macroRoma, 26 ago – Nasce in Trentino l’invenzione che porterà una rivoluzione in ambito sanitario. La startup italiana Novagenit ha infatti elaborato un gel per risolvere un problema annoso e costoso: le infezioni post-operatorie. In ambito ortopedico, infatti, chi subisce un intervento chirurgico deve spesso affrontare un’infezione post-operatoria e talvolta un secondo intervento. Una percentuale che arriva al 30% per i pazienti a rischio, come diabetici, fumatori e pazienti oncologici. Questa complicazione, oltre a minare la qualità di vita dei pazienti, comporta un’enorme lievitazione dei costi operatori. Solo in ambito ortopedico, le infezioni post-operatore pesano sulle casse dei sistemi sanitari nazionali europei per oltre 800 milioni di euro all’anno.

Il gel sviluppato in Italia si chiama DAC (Defensive Antibacterial Coating), e si tratta di un idrogel a base di acido ialuronico, il quale si applica sulla protesi al momento dell’impianto. Con precisione veicola gli antibiotici nel sito d’interesse, formando una barriera contro i batteri. In questo modo la protezione viene applicata alla ‘fonte’, impedendo che eventuali contaminanti presenti in sala operatoria infettino la parte operata. Il risultato? La colonizzazione batterica viene evitata al 99,9%.

Normalmente per gli interventi si usa una terapia antibiotica generica, che viene rilasciata nel sangue – spiega Edgardo Cremascioli, presidente di Novagenit – DAC invece viene ‘caricato’ con uno o più antibiotici specifici, e protegge la protesi dai batteri in modo molto più efficace, in loco”. La protezione antibatterica ha quindi un effetto sia immediato che differito: nei giorni successivi all’intervento il gel viene infatti degradato e continua a rilasciare l’antibiotico, dando agli anticorpi il tempo di avviare la risposta fisiologica.

Anche l’Unione Europea ha creduto in Novagenit, partecipando al sostegno economico del gel e premiando la startup con un finanziamento SME Instrument nell’ambito del programma Horizon 2020. Un sostegno economico che andrà a coprire la ricerca per il nuovo progetto dell’azienda, un dispositivo medico per prevenire l’insorgenza di adesioni, fenomeni chirurgici di cicatrizzazione che si verificano quando il nostro corpo reagisce a un elemento estraneo. La sfida è quindi di nuovo stata lanciata, in una delle direzioni che potranno salvare il sistema sanitario pubblico dallo smembramento: innovazione unita al risparmio economico. Ad maiora.

Ettore Maltempo

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