skaPadova, 13 feb – Potrebbe essere in Italia, a Padova per la precisione, il quartier generale dell radiotelescopio Ska (Square Kilometer Array).

Lo Ska, sarà il radiotelescopio più grande del mondo. Un progetto che vale oltre 1 miliardo di euro, e che prevede la realizzazione di 1.500 radiotelescopi, costruiti su una superficie totale di un milione di metri distribuite nelle regioni desertiche dal Sudafrica all’Australia occidentale. Questo sistema, 50 volte più sensibile e 100 volte più veloce degli attuali radiotelescopi, per funzionare come un unico, gigantesco strumento in ascolto dell’universo consentendo lo studio di molti misteri dell’universo tra cui la famosa materia nera.

Ospitare nel territorio nazionale il centro di controllo di impianti di tale calibro implica il completo coordinamento politico e tecnico di uno dei più importanti progetti mai proposti nel campo della ricerca in astronomia e astrofisica. Non è certo poca cosa, infatti è in corso una sfida tra il nostro Paese e l’Inghilterra che vorrebbe invece il centro di controllo a Manchester.

Ieri, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ed il presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica, Giovanni Bignami, hanno incontrato, la commissione internazionale che valuterà le proposte finaliste nella sede del Miur di via Trastevere a Roma.

Come accennato in precedenza, L’Italia ha candidato la città di Padova, indicando un’area a sud del Castello Carraresi, poco distante dall’Osservatorio Astronomico di Padova dell’Inaf, come sede ideale della nuova struttura. “Sarà un sfida difficile, abbiamo dalla nostra la concretezza degli investimenti fatti e una storia di eccellenza scientifica in radioastronomia di gran classe” ha osservato Bignami ricordando che l’Italia ha investito ben 60 milioni di euro nel progetto oltre ad essere ovviamente uno dei fondatori della Ska Organization.

L’Inghilterra non sta certo ha guardare annunciando un “significativo investimento economico e un’affinità culturale e linguistica con i paesi che ospiteranno Ska, oltre ovviamente a grande qualità scientifica. Ma – afferma Bignami – ce la giocheremo fino in fondo sicuri di guadagnare punti importanti”

La decisione sarà presa durante il prossimo incontro previsto nei giorni 3, 4 e 5 marzo venturi e, se avrà esito positivo, sarà una data decisamente importante per tutta la comunità scientifica Italiana dell’astronomia ed astrofisica.

Cesare Dragandana

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