Roma, 20 mar – Da secoli l’uomo si interroga su come evitare di invecchiare, nel corpo e nella mente. Tenersi sempre in esercizio è la soluzione che viene spontanea, ma bisogna anche sapere distinguere le attività utili per ringiovanire il proprio cervello da quelle che invece rischiano di rivelarsi una perdita di tempo. Una serie di recenti studi stanno cercando di dimostrare un fatto per lo meno curioso: giocare ai videogame aiuta ad aumentare il rendimento della mente degli anziani.

Lo studio, pubblicato su Gaming Report, è stato condotto su un campione di 40 persone di un centro di anziani di Madrid. I risultati sono stati sorprendenti, evidenziando un’attività cerebrale e un miglioramento costante giocando ai videogame. Lo stimolo derivante dalla grafica e la necessità di dover seguire il video sul monitor attivano diversi campi del cervello, che viene così allenato con costanza senza però compiere sforzi eccessivi. La terapia viene usata anche per giovani con difficoltà di apprendimento, e il concetto per certi versi è paragonabile al rafforzamento della mente. Un’altra ricerca condotta in California ha portato degli anziani a giocare per circa 12 ore al mese ai videogiochi, rilevando un aumento delle capacità di multitasking superiore ai soggetti ventenni impegnati nella stessa attività. Come riconosciuto da alcuni clienti della casa di riposo, un fattore importante è costituito dalla possibilità di socializzare con i compagni di gioco. Il rischio in questi centri è spesso l’isolamento nella propria stanza, mentre il momento ludico è di per sé molto più stimolante.

Proprio quest’aspetto può essere spunto di una riflessione. Ma quindi il vero fattore che aiuta la mente è il videogioco in sé o la motivazione scaturita da esso? L’impressione può essere che dei risultati così sbalorditivi siano ottenuti soltanto grazie al coinvolgimento che il gioco comporta nell’utente. In questo modo infatti, in modo consapevole o meno, il giocatore è portato a impegnarsi al massimo e sfruttare tutte le sue capacità intellettive, risultando stimolato a dare il meglio. Lo stesso risultato si potrebbe ottenere con attività specifiche per ogni cliente, a seconda delle proprie abitudini o hobby. Alcuni studiosi hanno infatti messo in dubbio l’utilità dei videogame, dichiarando che i miglioramenti potrebbero derivare da buone abitudini alimentari e fisiche.

Di sicuro l’argomento va approfondito, soprattutto per le generazioni future. Si calcola che ad oggi il profilo del gamer medio si avvicina sempre più ai 40 anni. Non è da escludere quindi che tra qualche decennio gli ospiti delle case di riposo siano già avvezzi ai videogame, e possano trarne vantaggio durante il loro soggiorno. Inutile negare che questo potrebbe rendere più piacevoli e serene le loro giornate, rivoluzionando il concetto di “utile per la mente”. Con tutta la tecnologia portata a termine negli ultimi anni, scoprire che la fonte dell’eterna giovinezza (mentale) sono i videogame avrebbe un tocco di assurdità. Tanto da far sembrare l’ipotesi più che plausibile, anche ipotizzando i risvolti futuri della tecnologia stessa. In fondo può trattarsi soltanto di motivazioni, ma il divertimento non è un aspetto che passa in secondo piano. Potrebbe essere questa la ricetta per sentirsi sempre giovani.

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