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Serie annuale delle temperature medie superficiali del pianeta

Roma, 18 lug – In Italia siamo oppressi da una calura insopportabile? Consoliamoci, non siamo i soli: i dati appena rilasciati dalla Nasa parlano chiaro: in base ai primi sei mesi, il corrente anno 2015 si avvia a essere il più caldo da quando sono iniziate le misure dirette globali della temperatura superficiale della Terra, cioè dal 1880, superando di 0,04°C anche il record dell’anno scorso, quando la temperatura media aveva superato di 0,76°C la media del periodo 1951-1980 preso come riferimento.

Complessivamente, la temperatura media superficiale del pianeta si è innalzata di circa 1,1°C rispetto ai primi 50 anni di misure (1880-1930).

Anomalia_mensile_Temp+CO2
Serie mensili delle temperature medie superficiali del pianeta e delle concentrazioni di CO2

A livello mensile, il giugno 2015 rappresenta anch’esso un record, con 0,79°C di anomalia positiva rispetto agli stessi mesi del periodo 1951-1980 e superando di 0,04°C il precedente record del 2010.

Ancora su base mensile, le concentrazioni di anidride carbonica (CO2), il principale gas ritenuto responsabile dell’aumento delle temperature, ha superato per il secondo anno consecutivo la soglia delle 400 parti per milione (ppm), con un record assoluto – dal 1958 quando sono iniziate le misure dirette – di quasi 404 ppm in maggio.

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Contenuto di calore negli oceani – si noti il forte aumento nel primo trimestre del 2015

La tendenza al riscaldamento è condivisa dai dati del contenuto di calore degli oceani, che nel trimestre gennaio-marzo di quest’anno ha compiuto un vigoroso balzo verso l’alto nel quadro di una tendenza all’aumento sostenuta dal 1970 e, con maggiore velocità, dal 1990.

Rispetto al futuro, permangono incertezze legate all’attività solare, che intorno al decennio 2030-2040 dovrebbe toccare un minimo paragonabile a quello della mini era glaciale avvenuta tra il 1645 e il 1715, che potrebbe influenzare in misura importante anche la velocità di scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia e, attraverso un complesso sistema di retroazioni, almeno la circolazione marina e atmosferica ­dell’emisfero settentrionale. Rimane da vedere quanto le variazioni astronomiche saranno eventualmente in grado di contenere, se non perfino invertire, una tendenza al riscaldamento che al momento pare inarrestabile.

Francesco Meneguzzo

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