scuole infanzia vacciniRoma, 19 mag – Il consiglio dei ministri ha approvato oggi il decreto con il quale rende obbligatori alcuni vaccini prima di poter iscrivere i bambini alle scuole dell’infanzia.

L’obbligatorietà, in vigore dal 1967 al 1999, era successivamente stata eliminata, causando nel tempo un aumento dei bambini non vaccinati e il ritorno di alcuni casi di malattie un tempo di più rara insorgenza, come ad esempio il morbillo che ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi. La scelta del governo affronta così di petto il diffondersi di teorie antiscientifiche che in non pochi casi hanno portato i genitori a non avvalersi di questa importante forma di profilassi.

I vaccini – erogati gratuitamente dal SSN – sono 12 e vanno da quello contro il morbillo a quello contro la varicella, dall’antimeningogococco all’antipapilloma, “che dal momento di approvazione del decreto diventeranno obbligatori con modalità transitorie che il decreto metterà in luce per consentire a famiglie e sistema di adeguarsi alla decisione senza traumi”, ha spiegato il premier Gentiloni.

La fascia di età va dagli 0 ai 6 anni e, come detto, l’aver effettuato tutte le vaccinazioni previste sarà condizione necessaria per procedere all’iscrizione dei bambini ad asili nido e scuole materne. Una scelta già messa in campo da enti decentrati come la regione Emilia-Romagna e che da oggi viene applicata su scala nazionale. Diverso invece il discorso per quanto riguarda la scuola dell’obbligo, dalle elementari in avanti: nonostante la richiesta in tal senso del ministro Lorenzin l’esecutivo non ha ritenuto di estendere la disciplina anche oltre i 6 anni, anche se in questo caso, ha spiegato sempre il premier, “la mancanza di documentazione sui vaccini produrrà da parte dell’autorità scolastica sanzioni dalle dieci alle trenta volte maggiori di quelle esistenti”.

Nicola Mattei

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