poliziotti-autobus3Roma, 1 set – Non è accaduto come in un noto episodio successo a Milano, dove chiedere il biglietto a degli stranieri è quasi costato un braccio a un dipendente delle ferrovie, ma la paura è stata comunque tanta al deposito degli autobus di Genazzano, in provincia di Roma, dove un gruppetto di extracomunitari ha aggredito un controllore e l’autista di un bus regionale.

Alla guida del mezzo c’era una donna di 38 anni, presa a calci e pugni dagli stranieri, dopo che il controllore aveva già preso un pugno in faccia. Andati al pronto soccorso, se la sono cavata rispettivamente con quattro e tre giorni di prognosi.

Ma anche con qualche minaccia che non lascia tanto tranquille le vittime dell’aggressione.

Contattata dal Primato Nazionale, l’autista spiega che tutto è avvenuto oggi, al cambio conducente che si svolge proprio a Genazzano. Il mezzo, partito da Rocca Santo Stefano, era diretto verso Roma.

“Quando sono salita insieme al controllore – spiega l’autista aggredita – c’erano in tutto una decina di persone. Fra loro un gruppetto di cinque o sei extracomunitari, di carnagione molto scura. A quel punto il controllore ha chiesto i biglietti a tutti i passeggeri. Dato che il gruppetto di stranieri ne era sprovvisto, l’uomo ha chiesto loro i documenti. Al rifiuto di consegnare anche questi, sono stati chiamati i carabinieri, come da prassi”.

A quel punto, però, scatta l’aggressione: “Quando hanno sentito che il controllore stava chiamando le forze dell’ordine, gli si sono scagliati contro, in sei contro uno. Poi sono scesi”.

Ma non è finita qui. “A un certo punto uno di loro è risalito sull’autobus. Sosteneva che i suoi occhiali si erano rotti e ha inveito ulteriormente contro il controllore. Poi se l’è presa con me. Mi ha aggredito e preso a calci. Prima di scendere ha anche minacciato di morte l’uomo che aveva aggredito poco prima”.

Malgrado la presenza di un centro per rifugiati a pochi chilometri di distanza, infatti, i responsabili dell’aggressione potrebbero non venire da lì ed essere “integrati” – si fa per dire – in uno dei paesini del circondario dove forte è la presenza extracomunitaria e da cui provengono anche i due aggrediti.

I carabinieri, contattai telefonicamente dalla nostra redazione, ci hanno rinviato al capitano di compagnia, in quel momento non in ufficio, ma hanno ammesso che “qualcosa c’è stato”.

Di sicuro c’è che per i dipendenti dei mezzi pubblici la vita non è più tanto semplice. “Ormai praticamente portiamo solo loro – continua la donna aggredita – e la gente non ne può più di questi atteggiamenti. Non timbrano mai il biglietto, tutt’al più ne tirano fuori uno scaduto da chissà quanto. A volte bevono. Qualche sera fa ho fatto il turno di notte e c’erano una ventina di donne extracomunitarie. Ognuna di loro aveva un secchio. Mi sono chiesta cosa ci facessero, poi mi hanno spiegato che si andavano a prostituire e che il secchio faceva parte dell’occorrente per la professione, diciamo”.

Roberto Derta

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