L’ultima paranoia di Zuck? Le “inserzioni razziste”. Facebook cambia algoritmo

Image 1x1.transRoma, 10 feb – Continua l’impegno “equo e solidale” di Facebook, ampliatosi a dismisura dopo il fenomeno Trump, a cui Zuckerberg ha deciso decidendo di trasformare la sua piattaforma in uno strumento di lotta politica. L’ultima frontiera sono le presunte “inserzioni razziste”: alcune aziende avrebbero acquistato delle pubblicità su Facebook per “discriminare” determinate razze. Il social network ha quindi annunciato un aggiornamento delle sue policy relative alle inserzioni, con annesso miglioramento dell’algoritmo, per evitare che l’indirizzamento degli annunci pubblicitari avvenga con discriminazione.

Ecco l’annuncio della piattaforma social: “Abbiamo aggiornato le nostre politiche per rendere il nostro divieto esistente contro la discriminazione ancora più forte. Spieghiamo chiaramente che gli inserzionisti non possono discriminare le persone sulla base di caratteristiche personali quali razza, etnia, colore, origine nazionale, religione, età, sesso, orientamento sessuale, identità di genere, stato di famiglia, disabilità medica o condizione genetica. Queste semplici ma essenziali linee guida sono presenti sia nelle condizioni generali di chi intende pubblicare un’inserzione pubblicitaria che nella schermata che permette materialmente la pubblicazione delle pubblicità”. Insomma, non è una nuova regola (il divieto di discriminazione negli annunci è già esistente) ma un rafforzamento delle regole in corso tramite la creazione di una sezione ad hoc di “formazione”. Gli inserzionisti riceveranno inoltre avvisi mirati quando pubblicheranno gli annunci.

Ma Facebook pensa di aiutarsi anche tramite l’intelligenza artificiale. Facebook afferma che comincerà a testare una nuova tecnologia di “machine learning” per identificare le pubblicità su tre temi evidenziati come “sensibili”: alloggi, lavoro e credito. “Stiamo iniziando a testare – si legge – una nuova tecnologia che sfrutta l’apprendimento automatico (machine learning) per aiutare a identificare gli annunci che offrono alloggio, lavoro o opportunità di credito, ovvero le tipologie di annunci pubblicitari che maggiormente si rivelano essere truffe. Questo ci permetterà di fornire più velocemente le comunicazioni e le informazioni educative per gli inserzionisti – e rispondere più rapidamente alle violazioni alla nostra politica”.

Giorgio Nigra


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Una risposta a L’ultima paranoia di Zuck? Le “inserzioni razziste”. Facebook cambia algoritmo

  1. Paolo Insanity 14 febbraio 2017 a 22:58

    Per Zuck… Quando avvierete skynet per dare la caccia ai bianchi, eterosessuali e di sesso certo?

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