Hulk Hogan cancellato dal wrestling per razzismo

hogan1Roma, 24 lug – “La WWE ha rescisso il proprio contratto con Terry Bollea (aka Hulk Hogan). La WWE si impegna ad abbracciare e celebrare persone di ogni provenienza, come dimostrato dalla diversità etnica dei nostri impiegati, atleti e fans a livello globale”. Questo il comunicato con cui la World Wrestling Entertainment, la federazione del wrestling mondiale, avrebbe preso le distanze da uno dei suoi simboli, Hulk Hogan, messo all’indice per razzismo.

‘The Hulkster’ è infatti accusato di aver pronunciato una parola vietata nel vocabolario politicamente corretto americano, cioè la cosiddetta ‘N-word’: nigger. Il wrestler l’avrebbe detta più di una volta: durante una deposizione in tribunale anni fa, in un video privato ‘intercettato’ dalla rete e in una trasmissione radiofonica. Temendo di finire inghiottita nelle polemiche antirazziste, la federazione ha avuto una reazione  devastante, cancellando Hulk Hogan dal mondo del wrestling con l’intento di condannarlo alla damnatio memoriae: i suoi riferimenti sul sito della WWE sono stati rimossi, il suo merchandising è stato ritirato, è stato espulso dal ruolo di giudice della trasmissione Tough Enough e cancellato dalla hall of fame del wrestling.

HH ha subito quindi su di sé le conseguenze della sconfitta di una guerra mondiale, persa per aver usato male una parola. Un trattamento del genere, nel mondo del wrestling, era stato usato solo una volta: quando il lottatore Chris Benoit aveva assassinato sua moglie e suo figlio. Hogan è stato quindi equiparato a un omicida, il suo peccato – che consisterebbe nel non aver seguito il bon ton del politically correct – lo fa finire nel girone infernale degli assassini. Questo accostamento impossibile ha già armato la voce dei milioni di fan di Hulk in tutto il mondo, che stanno rinfacciando alla WWE non solo la tolleranza dimostrata con altri lottatori, ma anche una decisione di segno opposto presa in passato: il licenziamento di Alberto Del Rio, ex campione del mondo cacciato dalla federazione per aver reagito con veemenza al commento razzista di un arbitro.

wweLa rabbia antirazzista con cui la WWE cerca di occultare Hulk Hogan, appare ancora più fuori luogo se si pensa ai contesti in cui il commento sarebbe stato fatto. In un caso sarebbe il tribunale, quindi in un luogo protetto in cui la legge, nel caso, avrebbe fatto il suo corso seduta stante. Un’altra frase sarebbe stata pronunciata nel ‘sex tape’ in cui l’ultrasessantenne Hulk cerca di tenere testa alla più giovane Heather Clem. Un video, comunque privato, che ha fatto il giro del web, famoso anche per le situazioni involontariamente comiche create dai due, e dove anche il commento di Hogan segue i binari della scenetta: “Se proprio mia figlia doveva scoparsi un negraccio, avrei preferito che almeno ne avesse sposato uno alto 2 metri e 40 che vale 100 milioni di dollari! Come un giocatore di basket!”.


L’ultimo episodio addebitato al lottatore, riguarda una sua apparizione nel 2012 a una trasmissione radiofonica, dove interloquendo con il conduttore afroamericano, ha usato il termine ‘nigger’ al modo in cui i ‘nigger’ lo usano fra di loro, cioè quasi intercalando. Infatti il conduttore, DJ Whoo Kid, ha confermato che non c’era odio nelle espressioni usate da HH, e che non merita di essere licenziato.

Gli avvocati del wrestler sono già all’opera, vedremo nelle prossime ore se daranno battaglia o invece suggeriranno di abiurare davanti al sant’offizio. Intanto lui affida un breve pensiero a twitter: “In mezzo alla tempesta mantengo il controllo, Dio e il suo Universo mi guideranno dove vogliono che io vada”.

Ettore Maltempo

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