2016 al Cinema: i migliori 10 film dell’anno

Milano, 31 dic – Si potrebbe pensare di stilare già la classifica dei migliori dieci film in uscita nel 2017, a giudicare dai nomi che ci aspettano a partire dalla mezzanotte e per i primi mesi del nuovo anno: Silence di Martin Scorsese, Alien: Covenant di Ridley Scott, T2: Trainspotting di Danny Boyle, Blade Runner 2049 di Denis Villenueve e così via. Ma le sorprese, soprattutto in ambito cinematografico, sono dietro l’angolo, per cui ci “accontentiamo” di ripercorrere l’anno appena compiuto con le migliori uscite presentate nelle sale italiane.

Una precisazione dovuta però prima di lanciarci nel countdown finale: quello passato è stato un anno importante per il Cinema italiano, che ha visto finalmente uscite degne di nota internazionale con una spruzzatina di novità, grazie ad un insperato ritorno al c.d. cinema di genere. Su tutte ricordiamo Veloce come il vento di Matteo Rovere, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro ed ovviamente il “caso” Lo Chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Le pellicole sono state però escluse dalla lista non tanto per inadeguatezza o per uno stupido senso di esterofilia, quanto per rimarcare il fatto che siamo italiani e all’autocelebrazione dobbiamo preferire lo sprone, sempre.

  1. The Invitation di Karyn Kusama:

Il dolore è soltanto un’opzione. Tutte le emozioni negative, la rabbia, la depressione, sono solo reazioni chimiche. Si tratta di fisica, siamo tutti in grado di espellerle dal nostro corpo e cominciare a vivere la vita che desideriamo. Noi stiamo benissimo, siamo felici. Non pensate a noi come a una di quelle sette religiose strambe, siamo solo un gruppo di persone unite, che si aiutano a vicenda. Siamo in tanti, siamo individui brillanti, molti di noi vengono da Los Angeles. La nostra è comunione, connessione. Noi trascendiamo. Vi abbiamo invitati a cena, oggi, per comunicarvi il nostro benessere, per trasmettervi i nostri stati d’animo, la serenità, la sicurezza che non ci sia niente da temere.

Se Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese l’avesse girato Alfred Hitchcock sarebbe venuto fuori questo film. Opprimente, cattivo e pericoloso: The Invitation.

 

  1. Land of Mine di Martin Zandvliet

Sergente Rasmussen: “Siete soldati?”

Gruppo in coro: “Sì signor sergente”

La Danimarca agli Oscar 2017. Land of Mine. Terra di mine. La mia terra. Un film nascosto ed una storia vera, per una pellicola che va vista perché è giusto.

  1. Baskin di Can Evrenol

“Si muore come ci si addormenta. Si resuscita come ci si sveglia. Quindi…non abbiate paura.”

Dominante, prepotente, reprimente, coercitivo: i significati di Baskin nella lingua madre. Un film turco sulla polizia. Non un poliziesco, non un crime movie…un film politico, una mattanza. L’Horror del 2016.

  1. The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

“La bellezza non è tutto, è l’unica cosa”.

Nicolas Winding Refn è il Dio del Cinema. Ti illude, ti confonde, ti inebria di colori, di suoni sintetici, di metafore. Ti convince di poterlo giudicare. Ma lui è il Dio del Cinema e tu non puoi far altro che guardare. The Neon Demon: Los Angeles Rising.

  1. Captain Fantastic di Matt Ross

“Cara mamma, non è più necessario che tu venga a prendermi. Brucia l’altra lettera. Io e Ben potremmo aver creato qualcosa di unico per il genere umano. Abbiamo creato un paradiso partendo da La Repubblica di Platone. I nostri figli dovrebbero essere governanti-filosofi. Ed è una cosa che mi rende così indescrivibilmente felice! Quaggiù guarirò. Ne sono sicura. Perché sono le nostre azioni a definirci, non le nostre parole”.

Il ritorno alla natura. Il confronto con l’altro da se. La sfida, la crescita, la morte, la vita. Un po’ hipster, un po’ Wandervogel. Il Fantastico Capitano Aragorn, Viggo Mortensen, ed il suo branco di lupi.

  1. American Honey di Andrea Arnold

Star: “Hai qualche sogno?”

Jake: “Sogni? Come…sogni futuri?”

Star: “Si”

Jake: “Nessuno me l’aveva mai chiesto.”

Un road movie che è l’istantanea di una generazione: i millennials. Spring Breakers che incontra Fight Club. La ribellione non rivolta al nichilismo, ma al party continuo. Dove la fine di tutto è soltanto un nuovo inzio: un battesimo del fuoco. Da vedere, per capire.

  1. Hell or High Water di David Mackenzie

Toby: “Parli come se non dovessimo cavarcela”

Tanner: “Non ho mai conosciuto nessuno che l’ha fatta franca, mai. E tu?”

Toby: “Allora perché diavolo hai accettato di farlo?”

Tanner: “Perché l’hai chiesto, fratellino”.

Il Deep South. Il Sangue. La terra. Le musiche di Nick Cave e Warren Ellis. Il film che mette in pace con il (nostro) mondo.

  1. The Revenant di Alejandro González Iñárritu:

“Mio padre non era un uomo religioso, sai. Se non crescevi, o uccidevi o mangiavi, allora, per lui, solo non esistevi, era così. Una volta andò sulle Old Saber Hills, si trovò con dei suoi amici texani per andare a caccia. Semplice routine, l’avevano fatto centinaia di volte. Dovevano essere tre giorni di mattanza, ma il sabato tutto andò storto. Chissà come quella notte avrebbe perso gli amici, e oltretutto, i Comanche gli avrebbero preso i cavalli. Così, si trovò affamato, delirante, a trascinarsi in questo fango, come il gruppo di alberi là fuori, in mezzo al nulla. E dibattendosi in quell’oceano di vegetazione…trovò la religione. In quel momento, mi raccontò, di aver trovato Dio. Così, risulta che Dio… è uno scoiattolo! Poi, ci fu solo lui. “Ho trovato Dio”, diceva. Lì seduto a crogiolarsi in gloria e somma misericordia. Gli ho fatto saltare un ginocchio a quel figlio di puttana”.

Come in ogni western che si rispetti, la frontiera non è una linea di demarcazione sulla terra ma un marchio indelebile nell’animo umano, ed Iñárritu è il solo capace di catturarlo così con la macchina da presa.

  1. Love di Gaspar Noé:

“Voglio fare film di sangue, sperma e lacrime”.

Provocatorio, scandaloso, violento, compulsivo come solo la vita può esserlo. Il Cinema è vita. Gaspar Noé è il Cinema.

  1. The Witch di Robert Eggers

“Cosa siamo venuti a cercare in questa landa selvaggia? Lasciando il nostro paese, i nostri parenti, la casa di nostro padre…Per che cosa? Per il regno di Dio. Preghiamo.”

Il film rivelazione del 2016 è di un regista esordiente. Tra Rob Zombie e Lars Von Trier, Robert Eggers danza un sabba nero dolce come una nenia dei Grimm. New-England, A.D. 1630. Nuovo mondo e vecchie superstizioni. Capolavoro.

Davide Trovato

Print Friendly

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.