Ferrara, 8 lug – Quando si parla di calcio capita spesso di sentire nominare il mitico “modello inglese”: quel magico mondo del football con stadi ultramoderni – in realtà più simili a dei centri commerciali – sempre pieni di allegre famigliole e turisti pronti a pagare fior di sterline per vedere il Manchester United o l’Arsenal.

Del resto in Italia la maggioranza degli stadi è obsoleta e, soprattutto, quasi sempre con larghissimi spazi vuoti. Spesso la colpa viene fatta cadere sul cosiddetto “pericolo ultras”, ma la realtà è ben diversa. Uno dei motivi è il costo dei biglietti e a primeggiare sono due club diametralmente opposti: la Juventus e la neopromossa Spal.

Se poche settimane fa sono apparsi fuori dall’Allianz Stadium – nuovo nome del fortino bianconero – degli striscioni contro il caro prezzi, nei giorni scorsi a Ferrara si è tenuta la presentazione della campagna abbonamenti della S.P.A.L che partirà il 12 luglio con le prelazioni per i vecchi abbonati per poi diventare libera dal 28 dello stesso mese. A colpire sono i prezzi: veri e propri salassi ai danni dei tifosi estensi. Si parte infatti da 415 euro in curva per arrivare ai 5000 per l’abbonamento VIP e tutto per assistere a diciotto partite, mentre una sarà a pagamento. Non si preoccupino i tifosi biancoblu: visto il notevole esborso economico, è stata infatti prevista la possibilità di accedere ad un finanziamento presso la banca a canone zero e senza spese.

Non si è fatta attendere la reazione della Curva Ovest, cuore caldo della tifoseria di Ferrara, che a queste condizioni non assicurerà il proprio sostegno casalingo. Probabilmente la storica promozione in Serie A può avere dato alla testa a Colombarini, proprietario della Spal, ma con questo caro prezzi il “modello inglese” si allontana sempre più.

Giacomo Bianchini

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