La Lazio è una certezza, la stagione può diventare esaltante

lazio-palermoRoma, 24 feb – Nella settimana che ha preceduto la sfida contro il Palermo, una delle squadre che più ha sorpreso in questo campionato, il direttore sportivo della Lazio Igli Tare ha parlato di una “Lazio da scudetto nel giro di 2-3 anni“. Commentando queste dichiarazioni, l’allenatore della squadra biancoceleste, Stefano Pioli, non si è tirato indietro:  “Devono essere diverse le componenti che ti portano a fare un salto così, sono importanti le strutture, la programmazione, la mentalità, i giocatori e l’ambiente. Se analizziamo queste voci, la Lazio si sta attrezzando per raggiungere questo livello”.

Se il futuro è tutto da decifrare, il presente rappresenta una certezza: la Lazio si trova al quarto posto ed ha dimostrato di essere una squadra attrezzata per ottenere importanti traguardi durante questa stagione. A proposito dei risultati stagionali, è sempre Pioli a dimostrare grande sicurezza nel lavoro che i biancocelesti stanno facendo: “Terzo posto? E’ giusto essere ambiziosi, è la nostra mentalità. Giochiamo per vincere, per fare il massimo. Abbiamo basi importanti, e su queste costruiamo il nostro futuro. I punti a disposizione sono tanti, ma vogliamo tornare in Europa”.

La partita contro il Palermo è stata un’ulteriore dimostrazione di forza di questa squadra: passata in svantaggio per un banale errore di Mauricio, è riuscita a ribaltare l’incontro portando a casa tre punti fondamentali. Anche nell’ultima partita all’Olimpico, la Lazio ha giocato il suo solito calcio molto ben organizzato basato su principi tattici solidi e sui quali la squadra lavora continuamente, come traspare dalle parole dello stesso tecnico: “Con il mio staff abbiamo un progetto, ogni allenatore ha delle priorità dal punto di vista tecnico-tattico. Ma non significa che ci siano sistemi di gioco vincenti. Noi siamo partiti da una base semplice: si gioca la domenica per come ci si allena in settimana. Ecco perché dobbiamo abituare la squadra ad allenarsi bene nel corso della settimana. In allenamento bisogna abituare il giocatore a leggere tutte le situazioni di gioco”.

La squadra capitolina cura molto la fase di non possesso. I biancocelesti attuano un pressing ultraoffensivo aggressivo: come dice Pioli, “la squadra deve essere sempre compatta, credo che difendere alti sia vantaggioso. Dobbiamo fare in modo che gli avversari non approccino in modo pulito all’azione”. Difatti, la Lazio è, dopo la Juventus, la squadra ad aver recuperato più palloni nella metà campo avversaria in serie A.
Questo dato è stato confermato anche durante la partita contro il Palermo, con 19 palloni recuperati nella metà campo del Palermo, contro i soli 10 recuperati dagli avversari, che si trovano sesti in questa particolare classifica.
Disturbare la costruzione dell’azione avversaria sin dalle prime battute, rappresenta una garanzia difensiva per la Lazio, che è anche la seconda squadra a concedere meno tiri agli avversari, dopo la Juventus. Al Palermo sono stati concessi solo 9 tiri, di cui due intercettati dai difensori.

Pressing organizzato della Lazio: tutte le soluzioni corte del Palermo sono coperte. Addirittura Cavanda si alza su Lazaar, quinto esterno di centrocampo. La Lazio tiene un baricentro molto alto e i reparti corti tra loro, con l'obiettivo di togliere spazio tra le linee agli avversari

Pressing organizzato della Lazio: tutte le soluzioni corte del Palermo sono coperte. Addirittura Cavanda si alza su Lazaar, quinto esterno di centrocampo. La Lazio tiene un baricentro molto alto e i reparti corti tra loro, con l’obiettivo di togliere spazio tra le linee agli avversari


Anche in questo caso tutte le soluzioni sono coperte. L'unico giocatore che può ricevere palla è Vazquez, trequartista del Palermo, che verrà chiuso da un'uscita forte di Mauricio

Anche in questo caso tutte le soluzioni sono coperte. L’unico giocatore che può ricevere palla è Vazquez, trequartista del Palermo, che verrà chiuso da un’uscita forte di Mauricio


La fase di possesso palla dei biancocelesti ha una peculiarità ben precisa: gli uomini di Pioli effettuano un possesso palla basso, con una buona gestione da parte del reparto arretrato coadiuvato dal regista e dai due interni di centrocampo i quali, nel caso il regista venga marcato, hanno il compito di effettuare interscambi posizionali con quest’ultimo. 
L’obiettivo è attirare gli avversari per poi attaccare rapidamente la trequarti avversaria con lanci o cambi di gioco. Alla manovra offensiva partecipano con regolarità terzini e interni di centrocampo. In particolare Parolo rappresenta l’uomo in più per l’attacco capitolino: Pioli chiede al suo giocatore continui inserimenti dentro l’area di rigore in caso di cross da esterno e negli spazi lasciati liberi dai movimenti degli attaccanti.

 

Passaggi corti per attirare gli avversari sulla zona sinistra del campo e poi effettuare un attacco diretto sul lato debole, dove staziona Cavanda

Passaggi corti per attirare gli avversari sulla zona sinistra del campo e poi effettuare un attacco diretto sul lato debole, dove staziona Cavanda

Sempre in riferimento all'attacco su lato debole per Cavanda, va notato il posizionamento di Candreva, Klose, Mauri sul lato forte del campo per creare spazi al terzino destro della Lazio

Sempre in riferimento all’attacco su lato debole per Cavanda, va notato il posizionamento di Candreva, Klose, Mauri sul lato forte del campo per creare spazi al terzino destro della Lazio

Mauri effettua un movimento incontro al possessore, Parolo si butta nello spazio liberato dal capitano della Lazio

Mauri effettua un movimento incontro al possessore, Parolo si butta nello spazio liberato dal capitano della Lazio

Attacco diretto a cercare Klose. Mauri, Candreva e Parolo attaccano lo spazio alle spalle dell'attaccante tedesco

Attacco diretto a cercare Klose. Mauri, Candreva e Parolo attaccano lo spazio alle spalle dell’attaccante tedesco


La Lazio cura molto anche la fase di transizione negativa, con un comportamento collegato all’atteggiamento della squadra nella fase di non possesso: la squadra biancoceleste effettua un’immediata aggressione in zona palla con l’obiettivo di ostacolare il contrattacco degli avversari e di riconquistare immediatamente il possesso.

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Altra peculiarità della Lazio è rappresentata dalla ricerca immediata della profondità una volta recuperata palla: dopo il Palermo, infatti, è la squadra ad aver segnato più gol in contropiede.

Per concludere, nonostante i rosanero abbiano dimostrato fino ad oggi di essere una squadra difficile da affrontare, la Lazio è riuscita a tenere in mano la partita per gran parte dei novanta minuti. Una prova di maturità importante, per una squadra che segue con grande fiducia le indicazioni del proprio allenatore, riuscendo a riportare in campo ciò che mister Pioli chiede durante la settimana. Se il terzo posto rappresenta un risultato molto difficile da raggiungere, quasi utopico, un posto in Europa League è l’obiettivo minimo a questo punto della stagione. Quello più ambizioso, invece, riguarda la Coppa Italia. La squadra è già qualificata per la doppia semifinale con il Napoli e Pioli è convinto di poter raggiungere la finale: “Nella mia testa ci sono da disputare tre partite di Coppa, la nostra stagione finirà il 7 giugno. Vogliamo arrivare fino in fondo“. Un finale di stagione tutto da gustare per la gente della Roma biancoceleste, insomma…

Renato Montagnolo

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