Roma, 21 dic – Nella sedicesima giornata di Serie A spiccava il big match tra la Roma, unica vera rivale della Juventus per la vittoria del campionato, e il Milan, atteso da una prova di maturità dopo l’ottima partita contro il Napoli. La partita, sostanzialmente, delude le attese: pochi guizzi, poche azioni pericolose, poco divertimento.

Le due squadre si schierano con un sistema di gioco simile: 4-3-3 in fase di possesso, 4-1-4-1 in fase di non possesso. Le differenze sono comunque sostanziali:
-il baricentro della Roma è molto più alto rispetto a quello del Milan;
-i due terzini della Roma partecipano molto alla fase offensiva, garantendo massima ampiezza; Bonera del Milan, invece, rimane bloccato in difesa e anche Armero non garantisce spinta continua;
-Honda e, soprattutto, Bonaventura, giocano molto bassi, spesso allineati con i centrocampisti.

La Roma, nonostante il 62% del possesso palla e 420 passaggi completati – rispetto ai soli 229 del Milan – non riesce ad essere incisiva, veloce e pericolosa come spesso in passato. I 134 passaggi completati nella trequarti campo avversaria sono spesso giocate semplici e banali. Il Milan, attraverso una tattica attendista, riesce a togliere la profondità a Gervinho e Florenzi nonché lo spazio tra le linee a Totti. Come si può vedere nella seguente immagine, il Milan in fase difensiva riesce a mantenere un blocco corto e stretto, costringendo la Roma a giocare fuori dalle zone pericolose. Inoltre, si può notare l’aggressività dei centrocampisti milanisti sui diretti avversari: difficile in queste condizioni trovare i varchi giusti.

squadra stretta e corta

In quest’altra immagine si può notare De Jong, posizionato da schermo davanti alla difesa, e Bonera, bravo ad accorciare su Gervinho per togliergli tempi e spazi per la giocata.

de jong schermo - aggressività difensori

Altra importante caratteristica della fase di non possesso rossonera si ha durante la transizione negativa: dopo aver perso il possesso, il Milan aggredisce con più uomini in zona palla per cercare il recupero immediato della sfera o, in alternativa, per costringere gli avversari ad una giocata affrettata.

aggressività in zona palla milan per recupero immediato

aggressività in zona palla milan per recupero immediato.png

Attraverso questa tattica il Milan riesce a limitare molto il gioco della Roma che riuscirà a rendersi pericolosa principalmente attraverso azioni solitarie di Gervinho o in seguito ad errori dei rossoneri in fase di impostazione. In queste prime tre immagini si può notare Gervinho saltare prima Poli e poi puntare Armero ed effettuare un traversone pericoloso all’interno dell’area di rigore.gervinho pericoloso

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In quest’altre tre immagini, dopo una palla persa da Honda, Gervinho è bravo ad accelerare immediatamente puntando l’area di rigore: riuscirà ad andare al tiro in porta ben parato da un ottimo Diego Lopez.

honda perde palla milan scoperto azione pericolosa gervinho

honda perde palla milan scoperto azione pericolosa gervinho.png

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Una nota di merito è doverosa verso il portiere rossonero: nonostante una mezza uscita a vuoto, durante l’arco di tutti i 90 minuti dimostra grande sicurezza e un ottima abilità nel coprire la porta, soprattutto in situazione di 1c1. Un acquisto sicuramente azzeccato, come quello del francese Menez. Su di lui sono pesati tutti gli oneri della fase offensiva del Milan: dopo un inizio propositivo i rossoneri, infatti, hanno lasciato il proprio “falso nove” troppo solo a duellare contro i difensori giallorossi. Nonostante il francese sia riuscito a far vedere il suo ottimo stato di forma, ha avuto vita dura, anche a causa di un Manolas molto positivo e di un reparto difensivo della Roma ben organizzato, con una linea alta e aggressiva: Menez si è trovato più di una volta in fuorigioco e comunque ha avuto poche occasioni per giocarsi un 1c1 in campo aperto.

Se in fase difensiva il Milan si è comportato bene e senza sbavature, non certo si può dire lo stesso della fase di possesso palla caratterizzata dalla ricerca di soluzioni affrettate, dalle poche idee e dal poco sostegno a Menez (come già detto). Ma ciò che più è mancato sono state le transizioni positive aggressive e veloci, ovvero quei rapidi contro-attacchi che fino ad oggi hanno caratterizzato il Milan di Inzaghi. Nelle immagini seguenti si può notare come Menez non venga accompagnato dalla squadra in ripartenza.

menez non viene accompagnato.png

menez non viene accompagnato

La Roma ha concesso poco agli avversari, aiutata dalla loro poca intraprendenza, ma non è riuscita a creare granché: con Florenzi in sotto tono e con un Milan che concedeva pochi spazi la manovra si è sviluppata molto sui corridoi laterali, senza grossi risultati. La Roma ha provato spesso ad attaccare senza dare punti di riferimento, ma è riuscita a rendersi pericolosa solo grazie a giocate solitarie di Gervinho, come abbiamo già visto. L’immagine seguente mostra proprio questo aspetto: Milan coperto e Roma che prova ad attaccare senza dare riferimenti.

milan ben coperto - roma attacca senza punti di riferimento

Questa soluzione non ha portato i suoi frutti anche perché la Roma troppo spesso si è affidata al cross in area pur non avendo calciatori adatti a questo tipo di gioco: su 33 cross solo 5 sono stati ricevuti da attaccanti giallorossi, segno di grande sterilità.

Per concludere, la sosta invernale sarà sicuramente importante per la squadra di Garcia: sarà necessario ricaricare le batterie per ritrovare la brillantezza di inizio stagione. Filippo Inzagni, invece, dimostra di aver creato un collettivo unito, disposto al sacrificio: è giunto il momento, però, di osare qualcosa in più se si vuole raggiungere risultati importanti. Un pareggio all’Olimpico non è un risultato da buttare, ma il Milan non si può permettere di giocare in modo così rinunciatario.

Renato Montagnolo

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