conte tavecchioRoma, 7 sett – Esordio vincente per la nazionale di Antonio Conte. Una nazionale lontana anni luce da quella del mondiale brasiliano. Una nazionale nuova, fresca, aggressiva, determinata: ad immagine e somiglianza del nuovo commissario tecnico.

Dalle sconfitte contro Uruguay e Costa Rica sembrano già passati anni luce. La vittoria con l’Olanda, terza forza del recente mondiale brasiliano, ha fornito nuove energie e nuova fiducia alla nazionale italiana. L’Italia è tornata a essere Italia dimostrando che, anche in un momento di crisi, il ruolo della comparsa non è quello che le compete.

All’indomani del disastro brasiliano, su questo giornale è stato sferrato un durissimo attacco contro Prandelli, reo di aver subordinato qualsiasi tipo di progetto tecnico al vangelo internazionalista e ai suoi disegni politici. Da più parti sono piovute accuse nei nostri confronti: “Che colpa ha Prandelli se non nascono più campioni nel nostro paese?”. La partita di ieri, invece, ci ha dato ragione. Mentre il giornalismo italiano, ubriacato dal buonismo prandelliano e abetiano, invocava un selezionatore, possibilmente “politicamente corretto”, il progetto tecnico di Antonio Conte ha dimostrato come non siano necessari C. Ronaldo e Messi per essere competitivi. Una nazionale corta, aggressiva, dedita al sacrificio e veloce nelle ripartenze ha saputo mascherare, per il momento, l’assenza di top player.

E’ stato sufficiente, a fine partita, sentire le interviste di Zaza e Immobile per capire la differenza con il passato in cui alla star Balotelli veniva permesso qualsiasi cosa: i due hanno dichiarato di essere ben consapevoli della loro responsabilità difensiva e dell’importanza di aiutare la squadra in qualsiasi momento della partita. Zaza e Immobile, due uomini nuovi, pronti a sudarsi la maglia per meritarsi l’Italia. Un’Italia che dovrà essere, secondo i dettami del nuovo commissario tecnico, orgogliosa, umile e cattiva. La parte dei buoni e simpatici, insomma, è stata subito messa da parte.

Per concludere, merita una nota positiva il nuovo presidente federale, il tanto criticato Tavecchio: la vittoria di ieri è un suo primo successo. Ricordiamo i motivi che portarono alla scelta del c.t.: “Serviva un condottiero, un comandante, occorreva dare il bastone del comando a qualcuno che quando sente l’inno di Mameli abbia un brivido lungo la schiena…”.

Se a ciò, aggiungiamo la modifica della norma sulla “discriminazione territoriale” negli stadi, non ci sono dubbi: il suo è stato un ottimo e incoraggiante inizio.

Insomma, buona la prima per l’accoppiata Conte-Tavecchio.

Renato Montagnolo

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