Krubong, 6 ott – Difficile ma non impossibile, il sogno continua. Parliamo della nazionale di calcio siriana, che ha ancora 90 minuti di speranza per raggiungere l’impossibile. In Malesia, all’Hang Jebat Stadium di Krubong nello stato di Malacca, dove la Siria gioca le gare interne di qualificazione ai mondiali la nazionale ha pareggiato 1 a 1 con l’Australia, grazie a un gol al minuto 85 dell’attaccante Omar Jihad Al Sommah. Dal 2011 la nazionale siriana gioca in esilio in Malesia, poiché la guerra civile non le consente di stare in patria.

Una rete e un pareggio, quelli contro l’Australia, che tengono inaspettatamente aperta la speranza della Siria di arrivare al mondiale di Russia 2018. Un successo nella gara di ritorno dei play off il prossimo martedì in Australia aprirebbe alla Siria, infatti, la strada verso il mondiale. Sarebbe la prima volta nella storia.

Omar Al Sommah è appena stato reintegrato in nazionale, tornando a indossare la casacca numero 9, dopo un periodo di allontanamento forzato perché considerato vicino ai cosiddetti ribelli che combattono il presidente Bashar Al Assad. Gioca nell’Al Ahli ed è soprannominato l’Ibrahimovic della Siria. Con il suo gol per riacciuffare l’Australia, in vantaggio con Robbie Kruse militante in Bundesliga, Al Sommah è riuscito a portare in piazza a Damasco un festante popolo siriano, che nonostante la guerra trova nel calcio un motivo di speranza per il futuro e riesce a far sentire alla squadra il suo calore anche a migliaia di chilometri di distanza.

Adesso la Siria sembra volare sulle ali di un entusiasmo ritrovato dopo aver raggiunto i play off con il pareggio per 2 a 2 a settembre con l’Iran nei minuti finali. Gol decisivo, ancora una volta, segnato da Al Sommah Un doveroso omaggio alla storia di una nazionale costretta a espatriare e che gli Stati Uniti non hanno voluto ospitare.

Diverso l’atteggiamento dei russi, che oltre a combattere a fianco di Assad, sono pronti ad accogliere la nazionale siriana a braccia aperte al loro mondiale. Di mezzo, però, c’è un ostacolo che si chiama Australia, superato il quale potrebbe profilarsi per la Siria uno spareggio contro gli Stati Uniti, attualmente quarti nel girone Centro Nord Americano. Una storia che esce dal rettangolo di gioco e assume sempre più contorni politici.

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