mario-balotelliRoma, 13 ott – Che Balotelli sia una testa calda dai comportamenti spesso sopra le righe è cosa nota. Guardando le cronache sportive c’è tuttavia da chiedersi se il vero problema non sia tanto Mario, quanto i balotellismi fanatici di chi di questo giocatore ha fatto il simbolo di battaglie del tutto extra-calcistiche.

L’ultima riprova del fenomeno ha dell’assurdo.

In vista dell’ultimo match di qualificazione ai Mondiali che si giocherà al SanPaolo di Napoli contro l’Armenia, la Gazzetta dello Sport ha invitato il giocatore a stringere i denti contro la gastroenterite per scendere in campo in quanto “simbolo anticamorra”. Lui, che in passato si vantava delle sue frequentazioni a Scampia…

Il colmo è che in questo caso è stato l’attaccante in persona a smentire l’esasperato balotellismo del quotidiano, pubblicando un tweet in cui si vede la foto dell’articolo (inserita al contrario…) commentata dalla seguente nota polemica: “Questo lo dite voi! Io vengo perché il calcio e bello e tutti devono giovarlo dove vogliono e poi c’è la partita!!!!”. Cosa volesse dire non è molto chiaro, in verità, ma il tono è decisamente contrariato. Si stava ribellando all’etichetta di simbolo anti-camorra? Oppure contestava il fatto che la Gazzetta facesse di questo match “l’ultimo treno” per Mario? Difficile saperlo.

L’elemento davvero surreale di tutta la vicenda, tuttavia, è che il balotellismo della Gazzetta si è dimostrato talmente cieco, talmente fanatico, da non cogliere l’accento polemico e stravolgere totalmente il senso del tweet del giocatore, trasformandolo in una generica esaltazione del gioco del calcio.

Si legge infatti sul sito della “rosa”:

«“Io vado a Napoli perché il calcio e bello e tutti devono giocarlo dove vogliono e poi c’è la partita!!!!”. Lo ha scritto su Twitter Mario Balotelli, commentando la decisione di Prandelli di portarlo a Napoli per l’ultimo match di qualificazione ai Mondiali nonostante la gastroenterite che lo sta debilitando».

Il tweet viene riportato senza la frase iniziale (“Questo lo dite voi!”) rivolto esattamente alla Gazzetta, mentre nel titolo riportato in home page sul sito del quotidiano leggiamo: “Balotelli: Il calcio è bello. Gioca e segna, è pronto per l’Armenia”. L’intento polemico scompare del tutto. Della volontà pressoché nulla di diventare un “simbolo anti-camorra” neanche una parola. L’ideologia balotellista va oltre il ridicolo, oltre il reale, oltre la dignità.

Giuliano Lebelli

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