Icardi travolgente, tre gol e si porta a casa il pallone: tutto risolto con i tifosi interisti?

questione Icardi libro tifosi dell'InterMilano, 13 mar – Sono passati quasi cinque mesi da quella partita tra Inter e Cagliari, vinta in rimonta dai sardi per due reti a una, divenuta famosa più per la “questione Icardi” che per il risultato in sé. Era appena uscita la famosa autobiografia dell’attaccante argentino nella quale attaccava i ragazzi della Curva Nord inventandosi di sana pianta alcuni avvenimenti non successi e guadagnandosi gli insulti – giustamente, aggiungeremmo – degli stessi ultras nerazzurri. Per non farsi mancare nulla, Icardi gioca una partita non particolarmente buona – passateci l’eufemismo- sbagliando malamente un calcio di rigore.

Da quella tiepida domenica di ottobre si arriva direttamente a ieri con l’Inter che strapazza l’Atalanta rivelazione del campionato con il roboante risultato di sette reti a una. Tre di queste le segna proprio Mauro Icardi che, oltre a portarsi a casa la palla, arriva a quota venti, due lunghezze sotto Belotti. La statistica ci consegna una curiosità: lontano dal Meazza, Icardi ha segnato solo tre volte, di cui una su rigore. Eppure il giocatore visto ieri a San Siro non sembra nemmeno parente di quello che, nonostante la giovanissima età, decide di pubblicare un’autobiografia con fatti inventati.


Dopo il primo gol corre del tutto spontaneamente ad abbracciare Andreolli che ha perso il padre in settimana. Da rivedere, inoltre, il movimento che lo porta a procurarsi il rigore trasformato con un cucchiaio. Icardi è questo. Capace di tutto e di nulla. Nella settimana del compleanno della società nerazzurra, il bomber e capitano regala una grande prestazione. Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, ma auguriamo all’Inter che l’Icardi visto ieri non sia un fuoco di paglia. Ne ha bisogno l’Inter e ne hanno bisogno gli interisti, soprattutto quelli offesi nel famoso libro. E, diciamolo, ne ha bisogno la Serie A: una squadra che sappia sfidare la Juve ci vuole eccome.

Giacomo Bianchini

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