Italrugby pronta per il Sei Nazioni, parola di Leonardo Ghiraldini

GhiraRoma, 3 feb – “Penseremo a fare bene un passo alla volta. Non ci possiamo permettere di puntare ad un match piuttosto che ad un altro. Abbiamo dimostrato, anche in passato, che possiamo giocare un buon rugby e competere con tutti se manteniamo l’intensità e l’attenzione in ogni momento dell’incontro”. A pochi giorni dall’inizio del Sei Nazioni 2015, Leonardo Ghiraldini, tallonatore della nazionale italiana, traccia gli obiettivi del XV azzurro e racconta al Primato Nazionale la vigilia del torneo, con uno sguardo anche alla sua esperienza di club in Inghilterra.


Leonardo, con i tuoi 70 caps sei uno dei veterani della Nazionale, come giudichi il gruppo che affronterà il Sei Nazioni, e quali sono, secondo te, i punti di forza di questa nazionale?

“Il gruppo è formato da giocatori di grande esperienza, da molti giovani che hanno già avuto in questi anni un ruolo importante nei propri club e nella nazionale e alcuni ragazzi alla prima convocazione. La squadra che affronterà queste prime partite del Sei nazioni è fondamentalmente quella che ha lavorato insieme nelle ultime uscite della nazionale. Nei test di novembre ha dimostrato di essere in crescita sotto il profilo del gioco a 360gradi: difesa solida, prime fasi di livello e con una buona capacità di esplorare gli spazi in attacco. Ovviamente ci sono aspetti da migliorare e non possiamo certo dire di essere soddisfatti dei risultati di Novembre, ma le sensazioni vissute sono positive e danno fiducia per l’inizio del torneo”.

Quali obiettivi vi siete posti per il torneo? Mirate alla vittoria di un numero minimo di incontri, per scongiurare il cucchiaio di legno, o siete già proiettati verso la Rwc e approfitterete di questi incontri per migliorare alcuni automatismi?

“Il Sei nazioni è un torneo affascinante e di altissimo livello e non può certo essere considerato come preparazione di altri avvenimenti. Nessun giocatore può pensare di avere la sicurezza del posto, solo con questa mentalità’ si ottengono grandi prestazioni e si formano le grandi squadre. Ogni partita sarà da preparare nel migliore dei modi ed è fondamentale iniziare con il piede giusto perché l’aspetto mentale può fare la differenza nel corso del torneo. Non guardiamo oltre, pensiamo a dare il 100% sotto l’aspetto fisico e mentale in ogni allenamento e ogni seduta. e prepariamoci per il primo obiettivo: Irlanda il 7 di Febbraio”.

Conosciamo bene le qualità dei “senatori” del gruppo; fra i giovani, invece, chi potrebbe emergere e rappresentare un punto fermo per la Nazionale del domani?

Non mi piace particolarmente parlare dei singoli ma come ho detto prima ci sono dei giocatori che giocano nell’alto livello da tempo, sia nei club che nella nazionale. È importante che ognuno sia esigente e lavori sodo in queste settimane per diventare protagonista oggi, non in un domani. Tanti ragazzi hanno talento e qualità, e non c’è momento migliore che un Sei nazioni per dimostrarlo e metterle in pratica”.

Ghira2Un pronostico sulla classifica finale del 6 Nazioni: quale squadra consideri favorita per la vittoria finale, quali, invece, gli incontri alla nostra portata?

E’ veramente difficile fare un pronostico ma diciamo che l’Irlanda ha dimostrato nelle ultime uscite di poter giocare ad un livello altissimo e penso che possa dire sicuramente la sua in questo torneo. Attenzione anche a Galles vs Inghilterra alla prima giornata, potrebbe già essere un match importante per il morale di entrambe le squadre. Per quanto riguarda noi invece dovremo pensare a fare bene un passo alla volta. Non ci possiamo permettere di puntare ad un match piuttosto che ad un’altro. Abbiamo dimostrato anche in passato che possiamo giocare ad un buon livello e competere con tutti se manteniamo l’intensità e l’attenzione in ogni momento del match. Ripeto, prima partita Irlanda a Roma, l’obiettivo è questo per ora”.

Ultima domanda riguardo la tua esperienza in Inghilterra: cosa significa per te giocare per un club blasonato come i Leicester Tigers?

Era ormai da qualche anno che valutavo di fare un’esperienza all’estero e i motivi che mi hanno portato a Leicester sono molti. Avevo voglia di confrontarmi e vivere in un livello e un campionato diverso e non da meno avevo molto voglia di vincere. Il Leicester in questo senso ha senza dubbio tutte le qualità  per competere in ogni competizione e in questo senso è un club che non ha bisogno di presentazioni. Sono arrivati ad essere riconosciuti a livello mondiale per il duro lavoro e la professionalità con cui affrontano ogni cosa e come giocatore devi dimostrare quotidianamente il tuo valore; allo stesso tempo però ti mettono nelle condizioni ideali per rendere al tuo meglio”.

(Si ringraziano per la cortese collaborazione Andrea Cimbrico e l’Ufficio stampa Fir)

Francesco Pezzuto

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