Milano, 14 nov- Tra Mosca e Milano ci sono quasi 3000 chilometri di distanza: sono decisamente tanti, soprattutto in questo periodo freddo quando il Generale Inverno ha già bussato alle porte della capitale russa e dei confini di cui essa è simbolo. Proprio all’ombra del Cremlino Gigi Buffon fece il suo esordio con la maglia azzurra, proprio in uno spareggio per poter partecipare ai mondiali. Quella volta il fato sorrise all’Italia che, grazie ad un gol di Bobo Vieri, riuscì a strappare il biglietto per Francia ’98.
Iniziava ottimamente la carriera in Nazionale di Gigi Buffon, nel fango dello stadio della Dinamo di Mosca: una carriera tricolore lunghissima e bella. Un fantastico ventennio, lungo come la distanza fra Mosca e Milano dove ieri sera si è conclusa l’avventura azzurra del portierone bianconero.

Iniziata nel fango di Mosca e terminata nel fango: quello del calcio italiano e della Nazionale Italiana. Un Ventura totalmente nel caos in cui è sprofondato dopo la disfatta del Bernabeu, che riesce solamente a schierare nella partita più importante il buon Gabbiadini– non ce ne voglia l’attaccante del Southampton- fino a ieri impiegato per la bellezza di poco meno di quaranta minuti. Fermiamoci subito: le critiche tecniche e tattiche le lasciamo ai milioni di italiani che in queste ore si stanno sbizzarrendo sui vari social, il pareggio di ieri sera con la Svezia, che non ci permetterà di partecipare ai mondiali di Russia, segna uno uno spartiacque.

Se ne va Gigi Buffon, lascia la nazionale il portiere più forte degli ultimi quindici anni e lo fa a testa alta. È lui a presentarsi davanti alle telecamere chiedendo scusa e con le lacrime che gli segnano il volto, ringraziando gente come, ipse dixit, “Barza”, “Chiello” e “Lele”.
Barzagli, Chiellini e De Rossi. Lascia dunque la Nazionale una leggenda del calcio mondiale, ennesimo prodotto di quella che è sempre stata una peculiarità del calcio italiano, come la scuola dei portieri. Un’eliminazione non cancella sicuramente la carriera devastante di Buffon, capace anche ieri sera di onorare quei tre bellissimi colori presenti sulla maglia, ultimi rimasugli di un campionato sempre meno italiano. Giù il cappello a Gigi Buffon, fantastico portiere e vero italiano.

Giacomo Bianchini

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