gianni vioMilano, 13 giu – “Darò tutto me stesso per questi colori, con dedizione, passione e determinazione, come ho sempre fatto sia da calciatore sia da allenatore delle Squadre Giovanili”.

Questi sono stati i primi commenti di Filippo Inzaghi nel giorno in cui è diventato ufficialmente l’allenatore del Milan. A dedizione, passione e determinazione aggiungerei un sostantivo che caratterizza bene la figura dell’ex bomber della nazionale italiana: la professionalità.
“Potevo giocar bene o male, segnare o meno, però mi sono sempre preparato al meglio”. Se nella carriera da giocatore Inzaghi non ha mai lasciato niente al caso e si è sempre preparato per rendere al massimo – mi ricordo benissimo quando, in preparazione al Mondiale 2006, lo vidi rimanere sul campo di allenamento oltre una mezz’ora in più rispetto ai compagni di squadra – da allenatore ha affrontato e sta affrontando un percorso simile.

Nelle conclusioni della sua tesi al master Uefa Pro per Allenatore professionista di prima categoria scrive “Non so ancora se sono e sarò un allenatore vincente, ma sicuramente lo voglio diventare con l’umiltà di volersi migliorare sempre e con lo spirito che mi ha sempre animato da giocatore”. Ed è proprio l’umiltà di volersi migliorare sempre che lo ha portato ad crearsi uno staff di sicuro affidamento: confermato Tassotti, tra le tante novità quella più rilevante è sicuramente quella di Gianni Vio, un maestro nella costruzione delle palle inattive. Per la prima volta collaboratore di Zenga ai tempi di Catania, proprio nella città siciliana Vio ha stretto rapporti con Montella, il quale lo ha voluto con sé anche a Firenze. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la Fiorentina quest’anno ha realizzato ben 23 reti dai calci piazzati.

Se la percentuale dei gol realizzati a seguito di una palla inattiva in serie A si aggira intorno al 30-40% dei goal complessivi, è chiaro che una preparazione professionale su queste situazioni può incidere notevolmente sul rendimento e sulla stagione di una squadra. In tempi di magra, con Berlusconi non più disposto a faraonici investimenti sul mercato, Inzaghi si è garantito il primo bomber low-cost: un attaccante da 15 reti, come recita appunto il libro scritto da Gianni Vio per le edizioni www.allenatore.net.

Non è dato sapere come andrà l’esperienza di Inzaghi e Vio in rossonero. Di una cosa però possiamo avere la certezza: tutto verrà studiato nei particolari. Dalla gestione dello spogliatoio, ai movimenti collettivi di squadra, alle palle inattive: a Milanello niente verrà più lasciato al caso.  Il nuovo calcio rossonero sarà quindi pratico, strategico, astuto e inesorabile come l’Inzaghi calciatore? Le premesse ci sono tutte.

Renato Montagnolo

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