atefGerusalemme, 25 dicembre – Fine pena mai, o quasi. Il protagonista, Atef Abu Bilal, un calciatore palestinese che ha ricevuto dalla federazione calcistica israeliana una squalifica di 99 anni. E non definitiva solo perché il software dei computer non permetteva una sanzione più severa, a cui va aggiunta una multa di 200 euro. La sua colpa? Quella di essere tesserato per due club, uno d’Israele, il Segev Shalom in quinta divisione, e un altro in Palestina, l’Al Khaleel nella serie A locale.

Così il centrocampista, classe 1984 che vanta 11 presenze con la nazionale mediorientale, potrà “tornare” su di un rettangolo verde israeliano alla veneranda età di 129 anni. Una squalifica da Guinness dei primati, che se da una parte vede la legittimità della sanzione per la grossa mancanza di professionalità, dall’altra vede pagare Bilal, al di là di ogni ragionevole punizione, per il viscerale odio tra i due paesi.

Lorenzo Cafarchio

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