derby inter milan cineseMilano, 14 mar – Sono usciti gli anticipi e i posticipi per le prossime giornate del campionato di Serie A, ci sarà pure un inedito derby della Madonnina tra Inter e Milan alle 12.30 il sabato 15 aprile. Sui social la polemica divampa, molti avevano già prenotato voli e alberghi confidando nel classico anticipo serale. Un orario imprevisto che scombussola i piani di molti tifosi che in queste ore si stanno arrangiando tra improvvise richieste di ferie e modifiche ai piani di volo. Un’accusa che appare quasi ovunque è la cinesizzazione del derby di Milano: la partita che si giocherà alle 12.30 sarà visibile in Cina alle 20.30 e in molti vedono le relative presidenze (quella attuale dell’Inter con Suning e quella “futura” del Milan) dei club meneghini come gli ideatori di questo scherzetto.

Ma le due dirigenze potrebbero essere esenti da colpe. A decidere l’orario potrebbe essere stata la Lega Calcio in autonomia. Tra le motivazioni ci potrebbe essere il fatto che Mediaset Premium ha già comunicato da mesi che non intende investire ancora cifre pesanti per i diritti televisivi della serie A e della Champions League. E la mancanza di un competitor alternativo a Sky peserà in maniera evidente nella prossima asta dei diritti Tv. In generale il mercato italiano dei diritti Tv potrebbe essere vicino allo “scoppio della bolla”. Il valore in termini di share di un campionato già deciso ormai a novembre, sia per quanto riguarda lo scudetto che le retrocessioni, con il pubblico che ancora non dimentica i fatti di Calciopoli, è troppo basso per giustificare gli esborsi fatti fin ora. Senza contare che l’esportazione del calcio in Oriente è uno dei pallini della Lega da tempo. Delle ultime 8 edizioni della Supercoppa Italiana ben sei sono state giocate all’estero, per l’esattezza quattro in Cina e due in Qatar.

Questo derby a mezzogiorno quindi potrebbe essere un segnale di “buona volontà” da parte della Lega Calcio verso i broadcaster attivi nel mercato cinese e un invito a partecipare all’asta per i diritti Tv per il triennio 2018-2021 prevista per luglio. Un mercato, quello della trasmissione delle partite in Cina, in fortissima crescita. Considerate che a novembre la Premier League ha venduto i diritti televisivi per 700 milioni di dollari contro un accordo precedente di soli 17. Insomma, la volontà potrebbe essere quella di mostrarsi partner affidabili e pronti a soddisfare le necessità di nuovi broadcaster. D’altra parte il rischio reale è quello di apparire zerbini per entrare in un mercato probabilmente già saturo e scontentare ancora una volta i tifosi “non televisivi”, che gli stadi li frequentano.

Stefano Casagrande

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