Roma, 10 set – C’è chi si ricorda perfettamente dov’era la sera del 9 luglio 2006 e chi mente. Almeno tra chi ha qualche primavera in più sulle spalle. Sotto al cielo azzurro – licenza poetica – di Berlino l’Italia del pallone conquistava il suo quarto e, ahinoi, ultimo mondiale della sua storia. Al comando della Nazionale Marcello Lippi, uno dei tecnici più vincenti di sempre, tra le migliori espressioni di una scuola, quella italiana, invidiata e copiata da ogni parte del globo. A proposito: in tanti tra gli eroi sportivi della spedizione tedesca, una volta appesi gli scarpini al chiodo, hanno provato a seguire le orme professionali del cittì livornese. Senza troppo successo però. Tanto che si potrebbe ironicamente parlare di una sorta di “maledizione mondiale”. Ma andiamo con ordine.
L’ennesimo esonero di Fabio Grosso
E partiamo dall’uomo del destino di Germania 2006. Fabio Grosso con il suo mancino a giro fece piangere i teutonici comodamente nel loro salotto di casa e successivamente spiegò ai francesi la teoria del calcio di rigore perfetto: vent’anni dopo è il primo allenatore a saltare dalla panchina nella Serie A 2026/27.
Dopo sole tre giornate di campionato, neanche il tempo di farla surriscaldare. Zero punti, schiaffoni presi in serie da Roma, Frosinone e Torino e l’ennesimo esonero a stagione in corso Il quinto – su otto squadre allenate – collezionato in carriera. Tra Grosso e il direttore sportivo Fabio Paratici sarebbero volati gli stracci.
Gennaro Gattuso e la maledizione mondiale
Da chi solcava la fascia sinistra a chi metteva grinta, cuore e gamba nel mezzo del campo. In fondo alla graduatoria insieme ai toscani c’è anche il Genoa allenato da Daniele De Rossi, altro rigorista di Italia-Francia. Il curriculum del fu Capitan Futuro è ancora ristretto: mezza stagione in B alla Spal, altri sei mesi a Roma più la corta appendice dell’estate 2024 e infine la salvezza con il Grifone, piazza dove è subentrato dopo dieci giornate dal via, nello scorso campionato. DDR è l’unico con valutazione ancora sospesa (e in ogni caso sarebbe l’eccezione che confermerebbe la regola).
La partenza della Lazio di Gennaro Gattuso, va detto, è stata invece di tutt’altro livello. In attesa dell’incrocio con il suo passato – nel tardo pomeriggio di sabato i biancocelesti affronteranno il Milan – Ringhio guarda tutti dalla testa della classifica. Eppure anche gran parte del percorso dell’allenatore calabrese è zeppo di esperienze non proprio felici: Palermo, Ofi Creta, gli stessi rossoneri, Valencia, Olympique Marsiglia. Senza dimenticare l’indelebile macchia nelle vesti di commissario tecnico per la mancata qualificazione al Mondiale 2026.
Storie di commissari tecnici
Da un ex cittì al selezionatore mancato. Al di là del tragicomico epilogo, i dubbi iniziali sulla scelta dell’improbabile duo formato da Paolo Maldini e dal brasiliano Leonardo sono stati tanti. L’Andrea Pirlo allenatore ha iniziato interrompendo l’ormai decennale monopolio juventino sul campionato italiano – piccolo particolare: alla guida della Vecchia Signora. Poi i turchi del Karagümrük e un po’ di cadetteria con la Sampdoria per un doppio esonero. Quindi l’equivalente della nostra Serie B negli Emirati Arabi Uniti, torneo vinto con lo United Football Club: al lettore l’ardua sentenza.
Chinese Super League, campionato saudita e un brevissimo ritorno in Europa – spezzoni a Benevento, Udine e Zagabria – per Fabio Cannavaro. Il Pallone d’oro 2006 è oggi selezionatore dell’Uzbekistan: oltre alle facili ironie ai Mondiali, almeno il capitano, c’è andato.
Una squadra completa
Tornando in Italia ha intrapreso la carriera di allenatore anche Filippo Inzaghi: dopo gli esordi con il Milan e la Lega Pro vinta a Venezia ha trovato la propria dimensione in Serie B. Un altra categoria però rispetto ai palcoscenici continentali nei quali SuperPippo distribuiva valanghe di reti. Pure Alessandro Nesta – che ha iniziato la sua “seconda” carriera negli Stati Uniti d’America – si è assestato nel secondo campionato nazionale per importanza.
Partendo dalla Serie D in un solo lustro Alberto Gilardino è arrivato fino in A: ma le ultime due esperienze di Genova – sponda rossoblù – e Pisa si sono concluse anzitempo. Percorso inverso per Massimo Oddo, tristemente finito tra i dilettanti con il Milan Futuro. Ancora sul rettangolo verde nella sbornia post Italia-Francia tagliò i capelli a Mauro German Camoranesi. Tanti viaggi e poche gioie, quello dell’oriundo in panchina è un mezzo giro del mondo: Messico, Argentina, Slovenia, Malta e Cipro.
Quattro difensori, quattro centrocampisti e due attaccanti. Manca il portiere: Marco Amelia, tecnico dal 2018 – se si esclude una brevissima parentesi nel Livorno in terza serie – non è mai andato oltre l’ultimo livello del dilettantismo italiano. Da questa stagione allena l’Hamrun Spartans, ambiziosa società di Premier League… maltese.
Marco Battistini