Dresda, 6 feb – In Germania un immigrato siriano di venti anni ha stuprato un’assistente sociale. Prontamente agli arresti, altrettanto lestamente è stato  scarcerato. La ragione? Secondo il giudice che lo ha processato non è “in grado di capire che nella nostra società i rapporti tra uomo e donna non sono basati sulla forza”.
Quindi via libera di nuovo nel mondo per il “richiedente asilo” a questo punto colpevole solo di aver mal compreso i “costumi” locali.
La notizia diffusa da Die Welt ha comprensibilmente destato scandalo: il fatto risale  alla scorsa primavera ma la notizia è stata tenuta “in ombra” per mesi, sino ad oggi. Il brutale stupro è stato perpetrato ai danni della ragazza ormai alla fine del 2017. L’assoluzione  per il criminale che si è macchiato di questo scempio è di aprile del 2018, dunque circa un anno fa .

Secondo quanto riporta oggi Il Giornale solo alcuni piccoli quotidiani locali di Dresda hanno riportato le notizie che circondavano questo scandaloso fatto di cronaca.
E solo pochi giorni fa il fatto è stato ripreso dalla testata Die Welt  che invece una tiratura nazionale. I giornalisti del quotidiano hanno ricostruito l’accaduto: la violenza sessuale è avvenuta nell’appartamento del richiedente asilo. L’assistente sociale  ha immediatamente capito le intenzioni dell’uomo e quando lo ha rifiutato esso ha reagito in maniera sconsiderata, pestandola brutalmente. La donna ha smesso di opporre resistenza dopo essere stata picchiata selvaggiamente per diversi minuti.


Nel processo la chiave di volta che ha condotto all’assoluzione del profugo è nella domanda che il  pubblico ministero ha posto alla giovane vittima. Ha infatti domandato se lo stupratore potesse non aver compreso che lei stava rifiutando un approccio sessuale. La donna avrebbe risposto: “Potrebbe essere possibile…“.
Tanto è bastato perchè questo essere capace di tali ignobili azioni potesse rivedere la luce del sole in piena libertà.
Un precedente pericoloso: l’ennesima colpevolizzazione della vittima pur di non comprendere e concretamente arginare una deriva bestiale attuata da chi non condivide i nostri “costumi”.

Ilaria Paoletti

Commenti

commenti

8 Commenti

  1. La soluzione è semplice ! Basta picchiare a sangue e poi fatti stuprare, giudice ed avvocato. La volta dopo, il giudizio dovrebbe essere diverso, sennò basterebbe ripetere la cura, fino alla piena assimilazione. Facile !!!

  2. Posto che con avvocati e giudici non verrei mai averci a che fare, come caspita faccio a chiamare vostro onore una testa di rapa del genere. Loro e i nostri legislatori meriterebbero di provare in casa loro stupri e violenze e poi vediamo.?.

  3. Sentenze del genere non devono meravigliare: è tipico dei regimi agonizzanti l’impiego dei criminali comuni e della malavita contro i cittadini.

  4. Comportamento tipicamente comunistoide…………come nel dopoguerra ai delinquenti si dà un mitra ed in cambio della libertà ricevuta nonostante lo schifo commesso,gli si chiede di assassinare, stuprare e ridurre al silenzio gli oppositori politici, senza scrupoli e dignità………la storia è ben nota,le merde comunistoidi sempre tali sono. In Europa e nel mondo.

  5. Io farei stuprare il giudice che lo ha assolto per poi chiedergli se chi lo ha stuprato era in grado di conoscere i nostri costumi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here