Roma, 1 set – Nell’articolo precedente avevamo lasciato aperta una domanda: che rapporto esiste realmente tra Autistici/Inventati, AI ODV e Paolo De Rosa? La risposta che emerge scavando nella documentazione storica del collettivo è più articolata di quanto apparisse inizialmente. AI ODV non risulta infatti soltanto l’associazione utilizzata per raccogliere le donazioni destinate ad Autistici/Inventati. È il soggetto attraverso cui, oggi, viene gestito legalmente il rapporto con gli utenti dell’infrastruttura. E prima di AI ODV c’era un’altra associazione: Investici. Anche questa non era un semplice contenitore amministrativo. Era nata, secondo la stessa ricostruzione pubblicata da Autistici/Inventati, proprio per gestire il server.
Seguendo questa continuità si torna al G8 di Genova, alle prime inchieste sull’anarco-insurrezionalismo, a Croce Nera Anarchica e infine alla rete di servizi digitali che ancora oggi ospita una parte consistente dell’universo antagonista internazionale. È su questa storia lunga venticinque anni che acquista un significato diverso il ruolo di Paolo De Rosa, passato dall’associazione ai vertici tecnici della trasformazione digitale italiana e oggi funzionario della Commissione europea.
Investici nasce per gestire il server di Autistici/Inventati
La fonte più interessante non viene dalla Digos, dal governo americano o da qualche giornale di destra. Viene da Autistici/Inventati stessa. Nel volume Autistici & Inventati. 10 anni di hacking e mediattivismo, pubblicato nel 2012, il collettivo ricostruisce dettagliatamente la propria nascita. Autistici nasce dall’ambiente hacker milanese, Inventati da quello fiorentino. Quando le due esperienze decidono di unirsi, viene presa anche una decisione molto concreta: costituire un’associazione culturale per gestire il server. Quell’associazione viene chiamata Investici, dalla fusione dei nomi Inventati e Autistici. Non è un particolare secondario, perché significa che fin dall’origine esistono due livelli distinti ma collegati: da una parte il collettivo politico e tecnologico Autistici/Inventati, dall’altra il soggetto associativo attraverso il quale viene amministrata materialmente l’infrastruttura. La conferma arriva qualche anno dopo. Nel ricostruire il cosiddetto crackdown Aruba del 2004-2005, lo stesso libro definisce esplicitamente il server di Autistici/Inventati proprietà dell’Associazione Investici. Non dunque una realtà semplicemente vicina al collettivo. Il soggetto giuridico che ne gestiva l’infrastruttura. Ed è proprio seguendo Investici che la vicenda incrocia più volte le indagini sull’area anarco-insurrezionalista.
La casella di Croce Nera Anarchica e l’inchiesta del 2005
Nel maggio 2005 al presidente dell’Associazione Investici viene intimata dalla magistratura la cancellazione della casella croceneraanarchica@inventati.org. Anche questo episodio è raccontato direttamente dal libro di Autistici/Inventati. La richiesta arrivava nell’ambito di un’inchiesta che coinvolgeva soggetti dell’area anarco-insurrezionalista e ipotesi di reato pesantissime, comprese quelle previste dagli articoli 270 e 270-bis. La Digos sollecitò il collettivo e, davanti al mandato del tribunale, la casella venne eliminata. Va precisato ciò che le carte consentono di dire e ciò che non consentono. Avere ospitato una casella utilizzata da Croce Nera Anarchica non rende Autistici/Inventati responsabile delle eventuali attività criminali degli utenti, né dimostra una partecipazione del collettivo alle organizzazioni oggetto dell’indagine. Ma dimostra qualcosa di diverso e per certi versi ugualmente inquietante: già vent’anni fa l’infrastruttura di A/I e il suo soggetto giuridico Investici erano il punto attraverso il quale passavano servizi utilizzati da settori dell’anarchismo insurrezionalista sottoposti all’attenzione dell’antiterrorismo. E la storia non termina nel 2005.
Nel decennio successivo Croce Nera Anarchica riappare direttamente sotto il dominio autistici.org. Nel 2014 il sito pubblica, tra l’altro, una lunga intervista ad Alfredo Cospito, presentato come militante del Nucleo Olga della FAI/FRI. Due anni più tardi, nell’inchiesta Scripta Manent, gli investigatori indicano proprio la nuova edizione di Croce Nera Anarchica tra gli strumenti di comunicazione dell’ambiente della Federazione anarchica informale. La FAI sarà poi riconosciuta in sede giudiziaria come associazione con finalità di terrorismo ed eversione, con responsabilità individuali naturalmente differenti e con assoluzioni per alcuni degli imputati dalle contestazioni associative. Insomma, hosting non significa complicità in senso stretto, ma il rapporto infrastrutturale esiste ed è documentabile.
Dal G8 alla nascita del «server di movimento»
Il libro di Autistici/Inventati permette anche di ricostruire il contesto nel quale quella infrastruttura nasce. Il passaggio decisivo è il G8 di Genova del 2001. Alla scuola Pascoli si trovano il Media Center, Indymedia, Radio GAP – di cui faceva parte anche Radio Black Out – e numerose altre esperienze del movimento no global. Secondo la ricostruzione interna di A/I, in quei giorni Media Center, Hackmeeting e il nascente collettivo si sovrappongono al punto che Autistici/Inventati e Indymedia risultano composti in larga parte dalle stesse persone. Componenti dell’uno entrano nell’altro, mentre le competenze tecniche degli hacker vengono utilizzate per costruire l’infrastruttura di comunicazione del controvertice. È dopo Genova che A/I conosce l’espansione. Chi passa dal Media Center scopre il progetto e comincia a richiedere mailing list, email, spazi web. Il collettivo stesso descrive il risultato senza troppi giri di parole: Autistici/Inventati diventa un «server di movimento» e la sua presenza si estende come supporto tecnico delle realtà antagoniste, dalle radio alle street tv. Anche il collegamento con Torino precede di decenni le polemiche di questi giorni. Nel libro vengono ricordati militanti e tecnici provenienti da ambienti come El Paso, Radio Black Out ed ECN già nelle primissime fasi di A/I. È dunque in questa storia che bisogna collocare Investici. E successivamente AI ODV.
Da Investici ad AI ODV
Nel 2018 viene costituita AI ODV. Tra i soci fondatori compare Paolo De Rosa, che ne diventa segretario. Secondo la documentazione dell’atto costitutivo riportata dalla stampa, la nuova associazione avrebbe ricevuto 50mila euro derivanti dallo scioglimento dell’Associazione culturale Investici, realtà indicata come avente finalità analoghe. È un passaggio che merita ancora l’acquisizione del documento notarile integrale, ma che si inserisce in una continuità già dimostrabile attraverso altre fonti. Perché qualche anno più tardi sono gli stessi documenti ufficiali di Autistici/Inventati a chiarire il ruolo di AI ODV. Nei Termini di servizio il rapporto per utilizzare email, siti, blog, mailing list, Jabber, servizi di anonimizzazione e gli altri strumenti di A/I viene stipulato direttamente con A/I-ODV. Ancora più esplicita è la documentazione tecnica dell’infrastruttura, l’OrangeBook 2.0, che dichiara di essere stata sviluppata per uso interno dell’Associazione AI ODV. La pagina ufficiale di A/I afferma inoltre che i server sono legalmente gestiti da Associazione AI-ODV. A questo punto definire AI ODV esclusivamente come «l’associazione utilizzata per raccogliere le donazioni» diventa riduttivo. Le donazioni certamente passano da AI ODV. Così come il 5 per mille. Ma l’associazione appare anche come il livello giuridico attraverso il quale viene gestita l’infrastruttura di Autistici/Inventati. Ed è qui che torna importante il nome di Paolo De Rosa.
Non un hosting aperto a chiunque
C’è poi un altro elemento che rende particolare il rapporto tra A/I e i propri utenti. Autistici/Inventati non si presenta come un provider commerciale aperto indiscriminatamente a chiunque. Nei propri Termini di servizio prevede che chi vuole utilizzare l’infrastruttura debba spiegare in che modo il proprio progetto sia compatibile con i principi politici del collettivo. La richiesta viene quindi valutata caso per caso. È una filosofia che viene raccontata già nel libro del 2012: inizialmente ogni richiesta di servizio passava attraverso una valutazione interna perché, spiegavano gli stessi componenti, non volevano essere semplicemente un provider. Questo non significa che A/I controllasse preventivamente ogni contenuto pubblicato. Al contrario, i Termini di servizio chiariscono che il collettivo non effettua un controllo editoriale sistematico e attribuisce la responsabilità dei contenuti ai rispettivi utenti. Significa però una cosa più circoscritta e verificabile: la scelta di concedere accesso all’infrastruttura non è descritta dalla stessa A/I come automatica o politicamente neutrale. Un particolare importante se si guarda ad alcuni dei progetti presenti sulla rete.
Da «Rompiamo un tabù» alle rivendicazioni su Noblogs
Tra i domini collegabili tecnicamente all’infrastruttura Investici compare, ad esempio, rompiamountabu.org, il progetto che sostiene una campagna dedicata ai detenuti delle Brigate Rosse e ad altri militanti rivoluzionari ancora in carcere. Il contatto ufficiale dell’iniziativa è una casella @autistici.org. Ma esistono esempi ancora più significativi nell’ecosistema Noblogs, la piattaforma di blogging di A/I. Abolition Media, ospitato su Noblogs, è comparso in un procedimento federale americano relativo agli incendi compiuti da Casey Goonan in California. Secondo la denuncia dell’FBI, sulla piattaforma venne pubblicato un comunicato riguardante l’incendio di un veicolo della polizia universitaria contenente particolari non ancora resi pubblici. Goonan si è successivamente dichiarato colpevole di diversi reati federali di incendio doloso. Un altro progetto, Act for Freedom Now, ha dichiarato pubblicamente nel 2021 di essersi trasferito su un nuovo host di Autistici/Inventati. Ancora oggi rilancia comunicati relativi a sabotaggi, incendi e azioni anarchiche compiute in diversi Paesi.
Un ulteriore elemento emerge dal report tecnico che abbiamo potuto analizzare. Il documento individua 114 domini collegati all’ecosistema, tra i quali autistici.org, inventati.org, investici.org, Noblogs, ECN, Hackmeeting, Radio Black Out, Macerie, Forte Prenestino, Supporto Legale e Rompiamo un tabù. Preso isolatamente, l’elenco non sarebbe sufficiente. Ma il controllo dei dati DNS mostra che la grande maggioranza di quei domini utilizza effettivamente componenti riconducibili all’infrastruttura Investici, a partire dal nameserver ns1.investici.org. Non significa certo che tutti quei soggetti siano politici, estremisti o violenti ma permette di vedere concretamente quello che A/I raccontava già vent’anni fa: non un singolo sito, ma una struttura tecnologica costruita per fornire servizi a una comunità ampia e internazionale. Ed è precisamente quella infrastruttura che Washington ha deciso di colpire il 26 agosto.
E allora cosa sapevano le istituzioni?
È qui che torniamo all’origine della vicenda. Gli Stati Uniti hanno designato Autistici/Inventati attraverso una misura amministrativa antiterrorismo, accusandola di avere fornito infrastrutture digitali a gruppi violenti dell’estrema sinistra e a soggetti terroristici. Non è una sentenza italiana e non equivale a una condanna penale dei componenti del collettivo. Ma nel provvedimento americano Autistici Inventati viene identificata attraverso la sede e un contatto riconducibili proprio ad AI ODV. E AI ODV è l’associazione della quale Paolo De Rosa fu fondatore e segretario. De Rosa, negli stessi anni, iniziava un percorso completamente diverso: Presidenza del Consiglio, trasformazione digitale, Immuni, Green Pass, infrastrutture cloud dello Stato; poi il gruppo di lavoro del Partito democratico sulle politiche digitali e infine la Commissione europea, dove oggi si occupa di identità digitale.
A questo punto ci sono già delle certezze. Investici venne costituita per gestire il server di Autistici/Inventati. Il server risultava di proprietà dell’associazione. L’infrastruttura ha storicamente fornito strumenti a numerose realtà antagoniste ed è stata coinvolta, in quanto provider, in indagini riguardanti ambienti anarco-insurrezionalisti. AI ODV compare successivamente come soggetto giuridico che gestisce legalmente i servizi A/I. Paolo De Rosa figura tra i fondatori della nuova associazione e ne è stato segretario. E oggi gli Stati Uniti identificano Autistici/Inventati proprio attraverso dati riconducibili ad AI ODV. Poi vengono le domande. Quale fu esattamente la successione tra Investici e AI ODV? Quali beni, infrastrutture e responsabilità passarono dalla prima alla seconda? Quali funzioni esercitava concretamente Paolo De Rosa come segretario? Fino a quando le ha esercitate? Aveva responsabilità soltanto amministrative o anche decisionali? Quando entrò nella Presidenza del Consiglio, dichiarò il proprio ruolo nell’associazione? Palazzo Chigi ne era a conoscenza? Furono effettuate verifiche? E ancora: la Commissione europea conosceva questo percorso quando De Rosa è stato incaricato di lavorare sull’identità digitale europea? Il Partito democratico ne era a conoscenza quando nel 2023 lo inserì nel proprio gruppo sulle politiche digitali? Infine la domanda probablmente più semplice: cosa risponde Paolo De Rosa?
Perché ormai il punto non è stabilire se un tecnico informatico possa avere opinioni politiche, frequentare ambienti antagonisti o offrire strumenti per tutelare la privacy. Il punto è capire quale rapporto concreto abbia avuto con il soggetto giuridico che per anni ha gestito una delle principali infrastrutture digitali dell’antagonismo italiano e internazionale mentre contemporaneamente assumeva incarichi sempre più delicati nelle istituzioni.
Vincenzo Monti