Barcellona, 24 ago – “Sono molto fiera di ciò che ho fatto”. Esordì così Águeda Bañón non appena nominata addetto stampa della “sindaca” di Barcellona Ada Colau, difendendo la sua scelta di urinare per strada e fingere di avere un pene. La Bañón, nata a Murcia nel 1974, ha fatto parte di un gruppo femminista dal 2004 al 2007 e si fece fotografare, ad esempio, davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino mezza nuda e con un pene di plastica che le usciva dall’impermeabile. In altre occasioni si è fatta immortalare con i pantaloni calati e intenta ad urinare, così, in strada davanti a tutti.

La paladina dei migranti Ada Colau, la Boldrini in salsa catalana, decise di nominarla nel 2015 direttore dell’ufficio stampa di Barcellona in quanto “esperta di comunicazione digitale e social network”. Intervistata da El Mundo che le chiese se avesse intenzione di rimuovere le foto che la ritraevano mezza nuda intenta a “scandalizzare”, la Bañón dichiarò: “Non ci penso proprio. È un lato personale della mia vita, sono i miei hobby. È come per chi ama il macramé, nessuno ti giudicherà per i tuoi hobby, ma per i tuoi risultati professionali”. L’hobby della portavoce del sindaco di Barcellona è questo: urinare in strada e mostrare falli di plastica. Non male.

Una portavoce che fece parte del movimento ‘Girls Who Like Porno’, il cui manifesto recita così: “Siamo eredi del femminismo e delle tradizionali battaglie di gay e lesbiche, ma prima che divenissero “soft”. Ci allineiamo con la critica queer radicale”. Esibizionismo esasperato e nostalgismo femminista che ottengono sempre importanti conquiste sociali come il diritto a poter urinare nudi in strada davanti a monumenti storici. Un celebre libro di Robert Hughes, pubblicato in Italia da Adelphi, la definiva magistralmente “cultura del piagnisteo, cadavere del liberalismo degli anni Sessanta, frutto dell’ossessione per i diritti civili e dell’esaltazione vittimistica delle minoranze”.

In questo caso siamo ben oltre, siamo al post-femminismo mascherato da millantate esibizioni artistiche post-porno. Nulla di sconvolgente, farebbe pure sorridere non fosse che la protagonista di queste manifestazioni raffinate è l’addetto stampa di un sindaco che prima della strage di Barcellona invocava più migranti e meno turisti. La cultura del piagnisteo ci insegna a calarci le brache.

Eugenio Palazzini

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here