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Roma, 1 mar – Bersani non ci dorme la notte. Da più di un anno a questa parte lo ius soli sembra essere la sua unica preoccupazione, la sua unica ragione di vita. Non c’è trasmissione a cui venga invitato – le rare volte che ormai accade – in cui l’ex segretario del Pd manchi di portare avanti una battaglia che a momenti nemmeno più i democratici si sognano di sostenere. E invece no, lui martella imperterrito sull’argomento, farfugliando metafore in supporto alla sua tesi, incurante del fatto che, ogni volta che apre bocca, la sinistra perde 4 punti percentuali di consenso.



Qualche giorno fa ha dato prova del suo attaccamento alla causa nel corso della trasmissione Stasera Italia, condotta da Barbara Palombelli. “Avevo nel cassetto parecchie cose nel caso fossimo andati al governo”, e la frase farebbe già ridere così, “ma la prima in assoluto è lo ius soli. Io, fossi lì [al governo] faccio subito lo ius soli. E’ contro gli italiani? No, lascia stare”. E poi rincara: “Io faccio lo ius soli. E’ contrario a quello che pensa l’80% degli italiani? Non me ne frega assolutamente niente“. Non lo nasconde neanche più, il disinteresse per il consenso popolare e il disprezzo per la democrazia. Ormai Bersani, forse rimasto troppo tempo al di fuori dell'”alveo decisionale” e ormai scollato dalla realtà, ha perso completamente il polso della situazione italiana, e tira avanti per ossessioni, l’ultima delle quali, per l’appunto, è lo ius soli.

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In questo altro video invece il nostro pasionario, ospite di una puntata di Piazza Pulita andata in onda l’ottobre del 2017, arriva a giustificare gli attacchi terroristici compiuti da giovani immigrati di seconda generazione, che a detta sua subiscono solo le conseguenze dell’accesso negato alla cittadinanza italiana: “Non so come reagirei se avessi diciotto anni”, dice.

E come non citare questa perla di autocritica registrata a Radio Capital durante la trasmissione Circo Massimo: “Il vero limite della sinistra è non avere fatto lo ius soli“. Con un’analisi così accurata e calzante, il populismo ha i giorni contati.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. non è ” autismo”..è tattica dei comunisti….sanno benissimo che l’ideologia marxista non fa presa sulla popolazione europea/occidende e puntano sulla incapacità di analisi storico/politica delle masse analfabete africane per imporre, resuscitare loro e la loro ideologia fallimentare..

  2. Schifoso, vomitevole e vigliacco anti italiano, arrogante e ipocrita,siamo alla fame e dissanguati da tasse e burocrazia e questo codardo pensa ai negroidi africani tribali………vattene in Africa a scavare pozzi e restaci.

  3. Quando i porci come sto’ bersacci verranno aggrediti a furor di popolo? Loro e i loro negracci…

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