Cartastràccia, il libraio di Altaforte racconta Franco Battiato



Milano, 23 mar – Il tormentone caratterizza le nostre vite per questo abbiamo bisogno, come insegna il Festival di Sanremo 2021, di mettere nelle nostre orecchie “un po’ di musica leggera” perché l’uomo, fondamentalmente, ha voglia di niente. Il 23 marzo 1945 a Jonia, comune nel catanese che oggi si chiama Riposto, nacque Franco Battiato. Maestro in note cavalcatore del niente di questo tempo e desideroso di insegnarci che “gli esseri umani possono fare tutto anche volare”, in un lavoro continuo che lascia emergere la mente sottile.

La sua routine parla per lui, sveglia tra le 3:30 e le 4:00 e un’ora e mezza, a volte due ore, di non meditazione spingendosi poi fino ad albeggiare. Prospettiva Nevski privilegiata dove il mentore, che sussurra al nostro orecchio, ci insegna “com’è difficile trovare l’alba dopo l’imbrunire”. Esoterica essenza che si ripara tra le pagine di René Guénon. Ci piace pensare che lo stesso viene fatto tra le righe del Barone nero Julius Evola, in un perenne contrasto con il mondo moderno. Perché in fondo nell’ade del capitalismo “vuoi vedere che l’Età dell’oro, era appena l’ombra di Wall Street?“.

Franco Battiato, l’inclassificabile

Marco Castoldi, per i più Morgan, vede Franco Battiato come l’anti-Mogol. Autore e musico nato dalle ceneri della poesia immerso nel Futurismo, nel Dadaismo, ma irrimediabilmente Avanguardia. Il siculo ha condotto il suono ai limiti costringendo sé stesso ad esibirsi davanti ad un pubblico esiguo, vedendolo spesso andare via finita la prima canzone della sua esibizione. Poi ha trasportato il millenario rito iniziatico nei suoni del pop, non per inseguire fama e successo, ma per dimostrare che l’arte, anche nei dissoluti anni ’80, non è in vendita. Dei suoi ermetici ’70 e del rapporto con gli ascoltatori il critico musicale, Riccardo Bertoncelli, ha scritto che “entrava in scena, accendeva uno stereo con musica assurda e se ne andava. Il pubblico lo rincorreva inferocito”. Inclassificabile, proprio come Fetus, il suo primo disco datato gennaio 1972, ispirato da Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley.

Attraverso le lenti scure dei suoi occhiali da sole, sintomatico mistero della ricerca del carisma, ha attraversato le decadi indenne incrociando lo sguardo di Manlio Sgalambro. Il Cioran di Lentini ha contribuito alla solennità, nei ’90, della musica di Battiato aiutando il cantautore a scrivere brani come La cura. La musica diventa “un’ora di vita veramente dionisiaca” in quel disegno dannunziano che scompiglia lo spartito. Un segno beffardo alla discografia italiana, composta dalla contemporaneità vile dell’omologazione. Dove le parole e i testi di Battiato ci indicano la via dei rivoluzionari, consapevoli che i ribelli di plastica di questo tempo “le barricate in piazza” le fanno “per conto della borghesia”, illusoria partitura capace solamente di creare “falsi miti di progresso.

A quarant’anni da La voce del padrone

Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della pubblicazione del disco La voce del padrone, album capace di superare il milione di copie vendute in Italia, restando in testa alle classifiche da maggio a ottobre del 1982. Un vinile che ci conduce al centro del vortice, mentre l’eco di Gurdjieff rimbomba, spingendoci su una spiaggia solitaria lontano dai desideri e l’ansia di lancaniana memoria. Gettati nel mare per andare “lontano, a naufragare, via, via, via da queste sponde”.

Lorenzo Cafarchio

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4 Commenti

  1. Che il primo B. (quello di Fetus – Pollution – Sulle corde di Aries – Clic) entrasse in sala e accendesse uno stereo è normale, la non-musica sperimentale fatta di un collage altre registazioni è ineseguibile dal vivo. Meno normale è che B. allora avesse un look da super tamarro (molto peggio di Bennato, che già non scherzava). Non era certo l’ascetico individuo di oggi.

    Da ricordate un brano come “Ethika Fon Ethika” che dovrebbe risultare gradito da queste parti, includendo richiami patriottardi e del ventennio.

  2. PER ME IL PRIMO BATTIATO È COME LA “CORAZZATA POTEMKIN”: UNA CAGATA PAZZESCA !!!!!!.

  3. E poi questo signore non sembra esattamente il ritratto della salute, anzi pare proprio tisico.
    Il Movimento Dispensario è a sua disposizione per un aiuto disinteressato ed una sana attività fisica.

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