Roma, 13 set – Votare Giorgia Meloni vuol dire scegliere l’inferno. Magari pure andarci all’inferno, del resto nella lista di demonizzazioni da sinistra manca solo quella. L’autore del delirio è il cantante Roberto Vecchioni, come riportato dal Secolo d’Italia.

“Scegliere Meloni è scegliere l’inferno”

Finalmente possiamo assimilare la Meloni direttamente al peccato, senza troppi giri di parole e senza critiche parallele. Al fascismo male assoluto eravamo ormai abituati, ma mancava effettivamente quel salto in avanti, nei deliri sinistrorsi, finora ancora latente. A compierlo è Roberto Vecchioni, intervistato dalla Stampa, che si unisce al coro contro la pericolosissima donna leader di Fratelli d’Italia: “Gli italiani hanno deciso che nel limbo non vogliono starci, meglio l’inferno“. In passato, l’autore l’aveva anche elogiata, la Meloni. Il che rende tutto più paradossale e schizofrenico.

Un “esercito” di artisti contro il presidente FdI

La lista degli artisti anti Meloni è lunga: da Ornella Muti, a Vanessa Incontrada (la quale la scorsa settimana aveva detto di “avere paura” del segretario FdI), Elodie e Loredana Berté. Si aggiunge al coro – magari pure sedicente anticonformista – il cantautore e professore Roberto Vecchioni, che paragona un eventuale governo della Meloni addirittura all’inferno. Olte all’indivudazione del peccato originale da evitare come la peste, il cantante aggiunge: “Ormai l’abbiamo già digerito il risultato elettorale. Gli italiani vanno da una parte o dall’altra senza problemi: non va bene, cambiamo. Per me Giorgia Meloni non è credibile, ma lo è per la gente e quindi vincerà le elezioni”. Che dire, il messaggio è chiaro: se volete far parte dei buoni, non dovete votare FdI. Altrimenti siete dei gran cattivoni.

Alberto Celletti

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9 Commenti

  1. E’ proprio una questione fra chi delira di più e di meno, ma pochi sanno di essere finiti lì. A cominciare dalla L.Berté, ragazza bellissima che passava in San Babila ed ora dovrebbe chiedersi cosa davvero le è accaduto per conciarsi così. Più semplice, ma stupido, farsi i cavoli altrui…

  2. Sig. Celletti, mi dicono che questa è una BUFALA. In effetti sulla Stampa di oggi non trovo quelle parole. Se fosse una bufala o una notizia di mesi fa, mi avete fatto fare una figura di cacca. Saluti

  3. Infatti fino ad oggi c’è stato il paradiso…Un altro scemo del villaggio ridicolo sinistro radical chic, movimento oramai mummificato.

  4. E invece chi non la gradisce dovrebbe augurarsi che Giorgia possa governare così si sgonfierà da sè. E non perchè sia stupida, è il sistema parlamentare italiota che è perverso. Credo che manco la Thatcher ce l’avrebbe fatta, figuriamoci la Meloni.

  5. Caro Crociato, caro amico, caro collega, caro gnone,
    mi spieghi sta storia di San Babila con una che è sempre stata notoriamente una esponente della gauche caviar?

  6. Le donne, a quei tempi, passavano senza problemi anche da quella piazza, anzi i rapporti più interessanti e creativi erano proprio quelli con la parte avversa… La B. passava per “spacchiarsi”, impossibile non vederla, ma niente di più. Già allora la pezzente pensava che i pezzenti fossero gli altri.

  7. E’ quasi vecchio come me, lo capisco, anch’io sono convinto di aver scritto o detto cose che invece rimangono nella testa senza passare alla lingua o alla penna, è l’età.

    Voleva dire che chi vota #Meloni resta nell’inferno in cui ci ha portato #Prodi perché tutto vuole fare la #Meloni iscritta ad una loggia globalista atlantista fuorché fare quello che vogliono gli #Italiani

    Cosa vogliono gli #Italiani ?

    Imparate l’inglese perché i mezzi di disinformazione di massa si guardano bene dallo scriverlo in italiano
    https://www.eutimes.net/2018/10/majority-of-italians-want-to-leave-eu/

  8. […] Da Il Primato Nazionale – Roma, 22 set – Giorgia Meloni è la “donna più pericolosa d’Europa”. Il settimanale tedesco Stern vince il premio per la sparata più ridicola dell’ultimo anno, superando in scioltezza i “Letta quotidiani” che per un periodo ci avevano deliziato proprio su queste pagine. In fondo sembra quasi una valutazione generosa: in casa nostra, qualcuno ha addirittura immaginato che dare sostegno al presidente di FdI apra le autostrade per l’inferno. […]

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