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L’epopea criminale dei gemelli Kray

by Roberto Johnny Bresso
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Roma, 8 ago – Ritorniamo oggi a parlare di vicende del sottobosco criminale, raccontando la storia dei famigerati gemelli Kray. Solitamente i concetti di male e bene o quello di “brave” persone sono molto vaghi… Per quanto riguarda invece le figure dei gemelli Kray che, a cavallo della fine degli anni ’50 e per quasi tutti i ’60, misero in atto un clima di vero terrore a Londra Est, assurgendo a ruolo di veri e propri gangster diremmo che, da un punto di vista morale, sono veramente indifendibili. Eppure crearono una sorta di status mitologico sulle loro figure che ancora adesso è ben presente in Inghilterra.

Due ragazzini sbandati

Ronnie e Reggie erano due ragazzini sbandati, cresciuti in una delle zone più povere di Londra. In gioventù si dedicarono, come il fratello maggiore Charlie, alla boxe. Ronnie con scarsi risultati, Reggie invece ebbe miglior fortuna. Ma la cosa non poteva durare perché i due gemelli erano di indole decisamente avversa al rispetto delle regole. Ronnie, in particolare, si compiaceva nel fare del male a qualcuno in maniera sadica, soprattutto se la cosa era del tutto gratuita. La violenza di Reggie invece era più controllata, anche se non meno spietata. Iniziarono ben presto a mettersi nei guai con la legge per reati minori. Fino a quando misero insieme una vera e propria banda, composta da una decina di fidate persone con i quali controllare i loschi traffici della zona.

Ronnie e Reggie Kray

Ronnie venne conosciuto come il Colonnello e, come ha ammesso lo stesso Reggie nell’unica intervista rilasciata alla tv dodici giorni prima di morire, dominava il fratello dal punto di vista psicologico. I problemi grossi iniziarono quando si dedicarono all’omicidio. A Londra Sud (dice niente la rivalità londinese Est-Sud? Ne abbiamo parlato presentando West Ham-Millwall) dominava la banda dei Richardson. Così i Kray decisero di farla finita con loro. Peccato che i Richardson furono coinvolti in una rapina in banca ed arrestati tutti. L’unico rimasto a piede libero (un tale Cornell), il giorno successivo alla rapina, commise l’errore di fermarsi a bere al Blind Beggar, un pub nella zona controllata dai gemelli…

Ronnie entrò nel pub e gli sparò, anche se non c’era alcun motivo reale di farlo, visto che la guerra tra le due bande non aveva più alcuna ragione di esistere. Naturalmente nessuno degli avventori vide nulla.

I Kray si sentivano ormai intoccabili e pianificarono l’evasione di Mitchell, un noto criminale psicopatico, che nemmeno terapisti, psichiatri e manicomi criminali erano riusciti a sedare. I Gemelli pensarono di poterlo asservire alla loro causa, ma quando si resero conto che era pericoloso per loro stessi, lo fecero ammazzare da un loro scagnozzo.

L’omicidio del 1968

L’omicidio che costò loro la libertà fu, in ogni caso, il più stupido ed inutile che potessero mai commettere. Come ammette Reggie stesso nell’intervista, ammazzò a coltellate davanti a decine di testimoni un ladro di nome McVitie, per nessun altro motivo se non quello che il tipo rappresentava tutto quello che i Kray disprezzavano! A detta loro era rozzo e volgare, quindi, un bel giorno, aiutati da alcuni componenti della banda, gli tesero una trappola e lo fecero brutalmente fuori.

A questo punto i poliziotti (era il 1968) avevano troppe carte in mano per fare finta di nulla ed arrestarono i gemelli, più parecchi altri della banda a diverso titolo (compreso il fratello Charlie, che ebbe sempre un ruolo molto marginale nei traffici dei suoi fratelli), per i tre delitti. Naturalmente non avevano nessuna speranza di vincere il processo. Ma i Kray si rifiutarono sempre di dichiararsi colpevoli. A Reggie fu proposto di accettare la semi-infermità mentale, ma rifiutò in quanto non ritenne la cosa moralmente giusta!

I gemelli Kray condannati all’ergastolo

Alcuni della banda se la cantarono, anche perché l’avvocato dei Kray voleva, per scagionare i Gemelli, addossare la colpa degli omicidi ad alcuni di loro. E questi, in maniera comprensibile, non accettarono. La maggior parte rimase però fedele ai “condottieri”. In una celebre intervista uno di loro fa un’affermazione parecchio interessante sul rapporto che si crea sempre tra un gruppo di persone che vivono situazioni particolari sempre a stretto contatto: “Non eravamo fedeli ai Kray… Eravamo fedeli alle persone con le quali mangiavamo, bevevamo e pisciavamo tutti i giorni!”.

Ronnie e Reggie furono condannati all’ergastolo con l’obbligo di scontare almeno trent’anni. Gli altri tutti a pene variabili tra i sette ed i vent’anni, tranne l’unico assolto perché costretto a partecipare alle azioni. Ronnie morì in carcere nel 1995 ed al suo funerale Reggie fece recapitare una corona di fiori con scritto “All’altra meta di me stesso”.

Reggie morì di cancro nel 2000 dopo aver scontato oltre 33 anni di carcere (venne liberato solo pochi mesi prima della morte, quando era ormai malato terminale. Non venne mai liberato prima dato il suo non “ortodosso” (per usare un eufemismo) comportamento in prigione. E per non essersi mai mostrato nemmeno minimamente pentito. Nell’intervista alla BBC dichiara: “Potrei dire di essere pentito, per certe cose lo sono davvero… Ma perché farlo? È troppo facile. Guardarsi indietro è inutile e dannoso”.

Fine della storia?

Anche il fratello maggiore Charlie morì in carcere nel 2000, mentre stava scontando una condanna per avere progettato un grosso traffico di cocaina. Fine della storia? Assolutamente no, perchè resta ancora da trattare l’interessante argomento della sessualità dei due gemelli.

I Kray rappresentavano il classico stereotipo del duro da strada, ma in realtà erano entrambi bisessuali! In particolare Ronnie era praticamente un omosessuale dichiarato. La vita sentimentale di Reggie invece è assai complessa. Non disdegnava compagnie maschili, ma avrebbe ammazzato chiunque avesse osato parlarne. E i suoi due grandi amori sono donne.

La prima in gioventù era una ragazza proveniente da un ambiente assai convenzionale che, per la peggiore delle sue sfortune, finì per fidanzarsi e poi sposarsi con uno dei più grandi gangster di Londra. Ronnie era una presenza fissa in casa loro ed anche il resto della banda. Ben presto non sopportò più la situazione e si tolse la vita. Interessante la ricostruzione di Reggie in punto di morte davanti alle telecamere. L’ineffabile gangster sostiene, in buona sostanza, che Frances (la moglie) diede ben presto segni di squilibrio mentale. Lui le dava tutto, la portò pure a curare, ma si vede che non doveva andare!

La realtà era che la poveretta non sopportava più la situazione, inoltre Reggie confessò ad uno della banda che aveva problemi nel fare eccitare le donne in quanto non sapeva dove toccarle. Aveva sempre paura di fare loro del male, visto che la sua vita si basava esclusivamente sul contatto violento.

Il secondo amore di Ronnie Kray

Però l’amava davvero, la sua vita dopo la sua morte non fu mai più la stessa e si mise anche a bere molto. Al funerale di lei ordinò ad uno scagnozzo di prendere nota di chi non avesse portato fiori per punirlo personalmente! Il suo secondo amore, una donna di nome Roberta, rientra in quei casi di follia totale. Vale a dire una donna molto più giovane che si innamora di un ergastolano per aver seguito il processo in tv (quello dei Kray fu il primo grosso evento giudiziario ad aver grande copertura mediatica nel Regno Unito), inizia a scrivergli lettere d’amore. Per poi convolare a giuste (si fa per dire) nozze con il suo amato in prigione. I due hanno potuto vivere insieme solo pochi mesi, quando Reggie lasciò la prigione per essere sconfitto in brevissimo tempo dalla malattia.

Ora è davvero tutto… O forse no, forse la storia è ancora più grande o resa grande da chi l’ha ascoltata in questi anni e ne ha creato un mito… Hanno fatto film, hanno scritto libri sui Kray, persino canzoni. Anche lo stesso Reggie scrisse un libro di memorie in cui ammetteva l’omicidio di McVitie, cosa che fece imbestialire non poco gli altri membri della banda ancora in carcere, per i quali le memorie di Reg non aiutavano certo ad un riesame in forma clemente dei loro casi. Uno di loro disse: “Ha commesso un omicidio solo per poterci scrivere un libro in carcere?”.

Per chi volesse approfondire la questione consigliamo il bel documentario della BBC I gemelli Kray ed il celebre film Legend, con Tom Hardy che interpreta entrambi i gemelli.

Roberto Johnny Bresso

 

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