Parigi, 29 dic – In occasione del suo 70esimo compleanno, un divo francese non perde occasione per (far) parlare di sé. Gerard Depardieu fa del “carpe diem” un vero e proprio stile di vita: “Vivo nel presente, non sono legato al passato, me ne frego di ciò che capiterà domani”, afferma. Proprio lui, che perfettamente incarna lo stereotipo del ribelle, stronca Macron e loda Putin. Dal 2013, infatti, l’attore ha rinunciato alla cittadinanza francese per ribellarsi alle leggi fiscali introdotte da Hollande.

Di famiglia umile, Depardieu parla di un’Europa dove latitano i valori, sempre più pervasa da progressismo incallito. È nella Russia dell’amico Vladimir, invece, che ha ritrovato “La dolce vita” felliniana. Un mix perfetto, quello russo, di tradizione e disciplina.  “Non sto solo avendo un’avventura con la Russia – dichiara – la amo davvero. Quando sono all’estero, mi sento un vero russo”. E su Putin: “È un uomo molto intelligente. Ed è una persona indipendente. Mi ha detto più di una volta che prima delle conferenze stampa, anche le più importanti, non legge mai i giornali per evitare di venirne influenzato. Lo vedo regolarmente e la maggior parte delle volte discutiamo di geopolitica. Quando parla con gli oligarchi, che cercano di uccidere il paese, sono quelli ad aver paura di lui e non il contrario. Il popolo russo gli è riconoscente perché con lui ha ritrovato una dignità che aveva perso”, commenta l’attore.

Di tono diametralmente opposto le parole riservate ad Emmanuel Macron: “È superficiale e insipido come il bianco di un uovo: lui non sa di niente. Anche montato, il bianco dell’uovo continua a non avere sapore”. Ricorda anche il ’68, Depardieu. Il suo non essere “artista allineato” ma, giustamente, dissidente: “Nel maggio 1968 ero Parigi, ma non a contestare. All’epoca vivevo di espedienti, non facevo ancora l’attore. Ero in piazza ad alleggerire i contestatori di orologi e catenine. Erano tutti figli di ricchi”. E a proposito dell’ipocrisia dei “comunisti col Rolex” (ora come allora), il francese ricorda il regista Bertolucci: “Prendevo in giro Bernardo Bertolutcci: voi registi italiani siete tutti comunisti ma girate in Mercedes…sì, ma la mia Mercedes è rossa, rispose”. E su Hollande, un Depardieu scorrettissimo: lo definisce infatti “Una piccola merda”.

Con amarezza e nostalgia, parla della terra natale: “Amo la Francia, amo i francesi e provo pena per loro. La Francia è triste e i francesi sono stanchi. La Francia rischia di trasformarsi in una Disneyland per gli stranieri, abitata da imbecilli che fanno vino e formaggio puzzolente per i turisti. Di libertà non ce n’è più, la gente è manipolata. Non mi piacciono gli arroganti, anche se non tutti i francesi lo sono”. Odio verso i media e una riflessione profonda, nelle sue parole: “Bisognerebbe buttare via i telefonini e sentire un altro suono, quello della vita”, chiosa Depardieu versione intimista. Un 70enne ben lontano dallo stereotipo del radical chic borioso, superbo: lontano anni luce dalla realtà. A candeline spente, Gerard Depardieu regala un ritratto di sé che difficilmente potrà non piacere. Perché c’è sempre del gran fascino, nel coraggio dei dissidenti. Di coloro che, spietatamente, dicono solo quello che pensano: chapeau!

Chiara Soldani

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Commenti

commenti

2 Commenti

  1. con il mitico Delon alle spalle di Putin…

    giusto per capire quello di cui stiamo parlando, uno che a ventanni ha combattuto in Vietnam (guerra di Indocina 1946-1954);

    perchè esiste una “caratura” umana,ed un ragazzetto che soddisfa “sentimentalmente” la sua insegnante già quarantenne sposata con figli,come tal Maccaron,non sarà mai ma proprio mai come un Delon battezzato dal fuoco nemico in Indocina; non a caso Delon amicissimo e primo supporter di Jean Marie Le Pen, Parà in quella stessa guerra (nelle fila del 1er Régiment étranger de Parachutistes) e
    proprio in quella bellica occasione conosciuto.

    Alla fine della fiera,inutile prenderci in giro,i maschi alfa si incontrano: da un Putin ad un Delon passando per un Depardieu,magari con visioni politiche differenti ma con un tempra comune ed assimilabile;

    per quento concerne i “beta” boh…meglio telefonare alle loro nonne direttamente.

  2. Ovviamente amante del buon vino e della buona tavola, a volte simpaticamente alticcio ed un pochino sovrappeso, Gerard non perde la sua proverbiale sintesi e lucidità quando deve giudicare i due peggiori esempi di politici codardi ed inadeguati che la Francia ricordi………. hollande e macron………..rappresentano la fine di un ex grande paese,che ha avuto tempo e modo di taroccare e sistemare i conti pubblici prima dell’euro………. Altrimenti sarebbero nella stessa nostra merda,se non peggio……..scusate,scordavo sarkozy e la bruni , impresentabili come le ignobili canzoni di lei medesima…….. Auguroni.

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