Roma, 11 lug – A Gino Strada la copertina del Primato Nazionale di luglio (in edicola in questi giorni) dove viene definito “Radical Chic” proprio non è andata giù. Ieri sera ospite a In Onda su La7, supportato dai conduttori Luca Telese e David Parenzo, ha attaccato il Primato Nazionale e CasaPound. “Ho visto la mia faccia su una rivista con un il titolo Radical Chic. Per quanto ne so io il radical chic è una roba diversa, è uno che fa il buonista, fa il figo, è uno con i soldi che si salva l’anima facendo il buono”, ha detto Gino Strada.

Dopo il Primato Nazionale il fondatore di Emergency è passato all’attacco di CasaPound. “Se tutti quelli di CasaPound insieme avessero fatto la metà di quello che ho fatto io Gino Strada e un millesimo di quello che ha fatto emergency, probabilmente avrebbero qualche motivo per cui parlare. Sennò meglio che stiano zitti“. Insomma per Gino Strada i movimento della tartaruga non avrebbe diritto di parola, non per motivi ideologici ma perché “non fa abbastanza”. Una posizione che denota una certa ignoranza, non conoscendo quanto fatto da CasaPound (o da associazioni vicine) quotidianamente per gli italiani in difficoltà o per le gravi catastrofi come terremoti o alluvioni, per non parlare delle tonnellate di aiuti e progetti solidali a favore della Siria o del popolo Karen in Birmania solo per citare alcuni esempi.

Gino Strada è a tutti gli effetti un radical chic, non perché Emergency non svolga un’attività concreta nelle zone di guerra di supporto umanitario, ma per il suo intervento nella politica italiana. Per i toni retorici e banali dove il contrasto all’immigrazione si trasforma sempre in una qualche forma di “razzismo e fascismo”, dove chi non condivide le sue posizioni è semplicemente qualcuno “che odia i poveri e i deboli”. Semplificazioni che lo proiettano in un posto di primo piano all’interno del radicalchicchismo italiano, inteso come l’incapacità della sinistra di fornire risposte che abbiano la più elementare attinenza con la realtà e vicinanza al popolo.

Davide Romano

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5 Commenti

  1. No, io non catalogherei Gino Strada come radical chic.
    Gino Strada “persona” per me è sgradevole, fanatico e dogmatico e, come tutti i fanatici, risulta piuttosto evidente il suo disprezzo verso il genere umano, ritenendosi l’unica persona al mondo degna di questo nome: lo si vede a occhio nudo da quanto si incensa e vomita sugli altri con parole ignominiose e giudizi sommari.
    Ieri sera ha detto un sacco di baggianate, dimostrando di non essere poi così preparato: soprattutto non ha risposto all’ottimo Toni Capuozzo, che Dio lo benedica!
    In ogni caso Strada è un chirurgo eccellente e la scelta radicale che ha fatto per me lo rende in parte giustificabile …

  2. Già uno che dice: “io ho fatto…”, si commenta da solo. Ma poi perché intimare ad altri di stare zitti?
    È Gino Strada a decidere chi può parlare e chi no? Questi moralisti che vogliono apparire a tutti i costi ormai hanno perso il contatto con la realtà, e non sono più in sintonia con la gente. Sono diventati dei vip giocando ai Superman dell’altruismo, ma adesso si sono scoperti e si perculano da soli.

  3. Non doveva partire…..??? Verso l’Africa negroide, ad aiutare islamici e negritudine varia , cosa fa ancora in Italia questo razzista comunistoide a cui gli italiani fanno schifo……….e poi , telesio e parenzio ,i raccomandati sinistri di la 7, che fanno programmi ignobili e parziali e schifano le famiglie italiche che cercano di difendere un ideale di società sana e degna………chissà che puzza in quella stanza……..di comunismo ovviamente.

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