Londra, 30 apr – Il ministro dell’Interno britannico Amber Rudd si è dimesso ieri per aver ingannato il parlamento sull’esistenza delle quote annuali prestabilite di espulsioni di migranti dal regno. La Rudd era finita nella bufera per “aver negato i diritti” a una generazione di immigrati provenienti dalle ex colonie di Sua Maestà. Nel mirino erano finite una serie di lettere inviate dal ministro al primo ministro Theresa May, rivelate dal Guardian. Nell’ultima missiva, Amber Rudd avrebbe manifestato espressamente l’intenzione di espellere più immigrati.

Il dossier riguarda i discendenti di un gruppo di immigrati delle ex Indie Occidentali arrivati in Gran Bretagna dopo l’indipendenza, fra il 1948 e i primi anni ’70, quando nel Regno Unito c’era carenza di manodopera: la cosiddetta ‘Windrush generation‘, dal nome della nave del primo sbarco. La vicenda rischia di coinvolgere anche la May che si è affrettata a sostituire il ministro dell’Interno con un immigrato di origini pachistane, finora ministro per gli Affari Regionali, Sajid Javid.

Per cercare di prevenire le accuse, il premier britannico ha poi ammesso di aver saputo dell’esistenza di quote prestabilite di migranti illegali da espellere all’epoca in cui era ministra dell’Interno. La May – intervistata da SkyNews – ha provato comunque a evitare di farsi coinvolgere nelle accuse che hanno travolto Amber Rudd, succedutale nell’incarico, sottolineando che Rudd si è dimessa non per l’esistenza delle quote, bensì per aver “inavvertitamente” ingannato il parlamento al riguardo.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

1 commento

  1. C’era una volta l’Inghilterra, oppure c’era una volta la gran bretagna……..che bel paese per radicale chic……forza londistan, mancano le sterline per pagare i poliziotti e questi fenomeni buttano risorse per favorire una presunta integrazione………..almeno in terra inglese il ministro dell’interno si è dimesso…..
    minnito ancora siede sulla poltrona dopo ciò che è accaduto e accade quotidianamente ………noi siamo già al collasso , in Inghilterra fanno finta di non vedere e pensano al royal baby……….auguroni.

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