Tripoli, 13 giu – Nel frastuono creato dal caso Aquarius, con Salvini additato come “mostro” dai Saviano più esponenti vari della sinistra italiana e le accuse mosse all’Italia da parte della Francia (con crisi diplomatica annessa), ci eravamo “persi” un interessante presa di posizione da parte di chi, sulla crisi dei flussi migratori nel Mediterraneo, qualcosa da dire ce l’ha: la Libia. Sul Corriere della Sera di ieri è apparso un interessante articolo a firma Lorenzo Cremonesi, dell’inviato a Tripoli, in cui si riportano le dichiarazioni dei responsabili della Guardia Costiera libica e delle milizie legate al premier Fayez Sarraj.

Finalmente il ministro Matteo Salvini ordinando la chiusura dei porti inizia a prendere il problema dal verso giusto“, spiegano i libici a Cremonesi, “una scelta che senza dubbio frenerà gli arrivi in Libia dall’Africa sub-sahariana e ridurrà le partenze verso l’Europa“. Insomma i libici, in prima linea sul fronte dell’immigrazione, sostengono quello che i buonisti nostrani vedono come fumo negli occhi: la linea dura paga e aiuta a far diminuire i flussi. “Certo nell’immediato sono da prevedere ulteriori sofferenze per i migranti in mare. Ma le chiusure italiane indurranno chi è ancora a terra a pensarci sopra mille volte prima di imbarcarsi. E ciò significa che le loro partenze sono destinate a diminuire”, spiega Ayoub Qasem, comandante della marina militare a Tripoli.

C’è poi questo passaggio, scritto dallo stesso Cremonesi che merita attenzione: “Da almeno tre anni i capi delle varie milizie libiche, da Misurata al confine con la Tunisia, pur divisi tra loro e in lotta per la supremazia interna, su di un punto concordano: vorrebbero bloccare gli arrivi degli africani nel loro Paese e accusano le organizzazioni non governative assieme ai governi europei di fungere da involontari fiancheggiatori del movimento migratorio, oltre che delle bande criminali di trafficanti d’esseri umani, che proprio grazie alla politica dei salvataggi in mare e dei porti aperti hanno enormemente facilitate le loro attività”. Insomma l’inviato del Corriere sostiene con grande tranquillità posizioni che la maggior parte degli opinionisti politicamente corretti dei talk show televisivi bollerebbero come “populiste”. 

Sulle Ong il giudizio è ancora più pesante: “Per noi hanno sempre rappresentato un ostacolo gigantesco. Sappiamo che, almeno alcune di loro, sebbene non tutte, operano a fini umanitari. Altri sono criminali “travestiti” da Ong. Però, anche nel caso di quelle più pulite, ogni volta che le loro navi si avvicinano alle nostre coste vediamo puntualmente la crescita esponenziale delle partenze dei migranti. Non so che grado di coordinamento esista con gli scafisti. Sta di fatto che gli umanitari inglesi, tedeschi, danesi, olandesi, spagnoli, facilitano le attività criminose, spiega al Corriere Massud Abdel Samat, responsabile della guardia costiera per la regione di Tripoli, concludendo che “Salvini ha fatto la mossa giusta. Ma occorre che adesso il nuovo governo italiano si coordini con noi. In Libia abbiamo le capacità per fermare le bande degli scafisti. E l’Italia deve continuare ad aiutarci in questo senso”.

Davide Romano

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