Washington, 6 ago – Al via un nuovo round di sanzioni contro l’Iran prenderà il via dalla mezzanotte di oggi. Particolarmente colpite saranno le transazioni in dollari, il commercio di oro e altri metalli preziosi, che costituiscono il simbolo dell’economia iraniana. Colpito anche il settore iraniano dell’auto. Una ulteriore trance di sanzioni, su petrolio e banche, è prevista per novembre.

Tali sanzioni sono conseguenza della decisione del presidente americano Donald Trump di ritrarsi dall’accordo sul nucleare raggiunto con Teheran dal suo predecessore Obama, e vogliono costringere l’Iran a cambiare atteggiamento nei confronti dell’Occidente. Ma la decisione di Washington è stata duramente condannata da Ue, Francia, Germania e Regno Unito. In una nota l’alto rappresentante per le politiche estere dell’Ue, Federica Mogherini, e i ministri degli Esteri di detti Paesi hanno affermato che l’accordo sul nucleare “sta funzionando e sta realizzando il suo obiettivo, vale a dire assicurare che il programma iraniano rimanga esclusivamente pacifico, come confermato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in 11 relazioni consecutive”.


Quello che sembra, però, è che questa ondata di sanzioni miri più che altro a colpire gli alleati europei degli Stati Uniti, per fare pressioni su di loro affinché interrompano di fare affari con l’Iran.

L’imposizione delle misure da parte di Washington ha determinato una serie di manifestazioni in Iran, dove in molte città sono state indette proteste e scioperi a causa dell’aumento dei prezzi. Per contenere la ricaduta sull’economia, e le proteste, Teheran ha messo a punto un pacchetto di misure di salvataggio della propria moneta, che in sei mesi ha perso due terzi del proprio valore. Tra queste misure la riapertura degli uffici di cambio chiusi ad aprile.

Mentre monta la protesta i media ufficiali cercano di minimizzare l’impatto delle nuove sanzioni ammettendo “difficoltà” solo in alcuni settori dell’economia del Paese. A tale proposito il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha dichiarato: “Oggi il mondo intero ha dichiarato di non essere in linea con le politiche statunitensi contro l’Iran”, aggiungendo che le sanzioni dimostrano che “Netanyahu, Trump e bin Salman sono isolati, non l’Iran”.

Anna Pedri 

 

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