Mosca, 30 mar – Non si è fatta attendere la risposta russa alle ritorsioni da parte dell’Occidente in merito al caso Skripal. Dopo che il Regno Unito e molti Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno espulso i diplomatici russi, Mosca espelle 150 diplomatici, americani e di altri Paesi. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha spiegato il provvedimento affermando che la Russia seguirà il metodo “speculare”.

In pratica verranno cacciato dalla Russia tanti diplomatici di ciascun Paese quanti ne sono stati espulsi. E cioè 60 per gli Stati Uniti, tanti quanti sono stati esclusi dal Palazzo di vetro e dall’ambasciata a Washington, 7 per la Nato e da due a quattro per ciascuno degli altri 25 Paesi. Anche l’Italia interessata dalla misura, dato che aveva espulso due diplomatici russi e ne ha 36 accreditati in Russia. Mosca ha inoltre deciso di chiudere il consolato americano a San Pietroburgo, dato che Washington aveva chiuso il consolato russo a Seattle. Lavrov spiega inoltre che queste espulsioni sono solo la prima ondata delle misure speculari decise dal Cremlino. E che “la Russia vuole non solo reagire alle misure degli Usa e della Gran Bretagna ma anche stabilire la verità nel caso degli Skripal”.

Quello a cui si sta assistendo è la più massiccia espulsione Est-Ovest dai tempi della Guerra Fredda e il momento più buio delle relazioni tra la Russia e l’Occidente dal Dopoguerra. Washington, a sua volta, commenta che si riserverà il diritto di rispondere e che la mossa russa non ha giustificazioni.

Intanto la figlia dell’ex spia sovietica Sergei Skripal, Yulia, avvelenata insieme al padre con l’agente nervino, ha ripreso conoscenza ed è stata dichiarata fuori pericolo. Il padre, invece, rimane in condizioni critiche. Il Comitato investigativo russo, che sta indagando sul tentato omicidio di Yulia e Sergei Skripal ha annunciato di aver chiesto aiuto alle autorità britanniche. La portavoce Svetlana Petrenko ha dichiarato di aver chiesto ai “colleghi britannici di compiere una serie di passaggi procedurali per stabilire le circostanze di questo crimine e fornire copie degli elementi dell’inchiesta” e di fornire “i risultati dell’ispezione del luogo in cui Yulia Skripal è stata scoperta incosciente e i risultati della sua visita medica”.

Anna Pedri

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