Parigi, 16 gen – Marine Le Pen ha dichiarato in un’intervista ad Adnkronos: “Non possiamo più permetterci di considerare la Francia come un rifugio per coloro che hanno ucciso degli innocenti”. Il commento arriva a margine della vicenda Battisti e la leader del Front National si riferisce ai tanti terroristi italiani che si sono rifugiati in Francia dagli anni settanta.
“Il nostro paese – sottolinea – è stato duramente colpito dal terrorismo: prima dall’estrema sinistra e poi, negli ultimi anni, da quello islamista”.

Sono circa trenta ad oggi i ricercati italiani per fatti di terrorismo che ancora oggi godono dell’ospitalità francese per effetto della “Dottrina Mitterrand”, resa inefficace solo all’inizio degli anni duemila.
Tra di loro Giorgio Pietrostefani, fondatore di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, le ex brigatiste Carla Vendetti e Simonetta Giorgieri,  condannate all’ergastolo nel processo Moro ter e Marina Petrella, condannata anch’essa all’ergastolo per omicidio:  lei gode dello status di rifugiato politico.

Dopo il “regalo” fatto dal presidente brasiliano Jair Bolsonaro a Matteo Salvini – che ha più volte giurato al vicepremier  italiano di “restituire” Cesare Battisti all’Italia in caso di vittoria alle elezioni –  anche le dichiarazioni della Le Pen suonano come una promessa. A maggio, infatti,  gli elettori francesi (e italiani) saranno chiamati al voto europeo.
Le votazioni, qualora si rivelassero favorevoli per il partito della Le Pen, avrebbero certamente un peso nel panorama politico della Francia, dove Emmanuel Macron sembra invece essere sempre più in difficoltà  tra le proteste dei gilet jaunes e le defezioni degli stessi membri del suo governo.

Ilaria Paoletti

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