Roma, 15 ago  Sui media anti salviniani è ormai scattata la sagra del pappappero: tutti a dare addosso al Salvini baro incapace e sbruffone incompetente, tutti a prendere in giro il bluff del dittatore all’amatriciana. In effetti, lo strappo di mezzo agosto tentato dal leader leghista sembra avviato verso un vicolo cieco, anche se la sinistra farebbe bene a non cantare vittoria troppo presto. Innanzitutto perché il governo Pd-M5S non è ancora blindato: l’eventualità che si vada alle elezioni, con conseguente all in salviniano, non è ancora tramontata. Così come non sta scritto da nessuna parte che la maggioranza gialloverde sia davvero giunta al capolinea (anche se un passo indietro di Salvini dopo lo strappo unilaterale sarebbe piuttosto incomprensibile).

I Salvini passano, l’agenda politica resta

In secondo luogo, quand’anche si formasse un esecutivo alternativo con la Lega fuori dai giochi, è tutto da vedere che si tratti di un governo vero e non di un governicchio effimero, capace solo di ritardare le elezioni e di far crescere ancora di più i consensi di Salvini, nel frattempo passato all’opposizione a tuonare contro l’inciucio. Ma c’è soprattutto un terzo elemento di cui tener conto, di più ampia prospettiva e meno legato alle contingenze parlamentari, ed è il fatto che i Salvini passano, l’urgenza di una certa agenda politica resta. Si tratta di un punto che la sinistra non riesce ad afferrare perché, per anni, ci ha ripetuto e si è ripetuta che i successi sovranisti derivavano dalla mera propaganda, dalle bugie, dalle fake news. Ci hanno detto che la Lega cavalcava temi creati ad arte, emergenze costruite a tavolino, che nulla, di quello che usciva dalla bocca dei populisti, aveva minimamente a che fare con la realtà.

Quello che la sinistra non capisce


Se si parte da questo presupposto, è logico che una volta neutralizzato l’avvelenatore di pozzi ci si possa illudere che il problema sia risolto e che gli italiani, risvegliatisi dall’incantesimo sovranista, divengano finalmente una diligente massa di cittadini orientati in senso liberale e moderato. Purtroppo per la sinistra, questo presupposto è semplicemente falso. Come abbiamo più volte sottolineato, il successo di Salvini è sì dipeso da una propaganda martellante e finemente studiata, cosa peraltro in politica non proibita, ma anche e soprattutto dal fatto di aver messo in cima all’agenda una serie di temi reali disertati dalle altre forze, tra cui soprattutto l’immigrazione e un ripensamento dell’Unione europea.

Il semplice fatto di tramare per creare un governo Pd-M5S che abbia il solo scopo di ribadire una linea immigrazionista e prona a qualsiasi diktat eurocratico, peraltro a pochi mesi da elezioni europee che hanno mandato un messaggio diametralmente opposto, la dice lunga sulla miopia che regna in certi ambienti a riguardo. Perché, parliamoci chiaro: l’inciucio basato sulla linea Fico può anche durare. E, magari grazie all’aiuto della quinta colonna togata, Salvini lo si può anche togliere di mezzo. Ma se l’astro di Salvini tramonta ne comparirà un altro al suo posto, e non è detto che sia più rassicurante per le élite liberali. Salvini, in fin dei conti, è un sintomo. E i dottori che curano solo i sintomi senza curarsi delle malattie, possono anche creare delle infiammazioni dagli esisti imprevedibili…

Adriano Scianca

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6 Commenti

  1. Grazie Adriano per la chiarezza degli articoli, questo in particolare è pure “incoraggiante”, vero nel contenuto ed analisi.

  2. Secondo me, il problema, Salvini o non Salvini, è dato dal fatto che all’orizzonte, ancora non si veda l’avvento di una nuova “intellighentia” (nel senso più alto del termine) che porti avanti un discorso politico – e non semplicemente partitico – una Visione del Mondo organica, forte e coerente.

    Si è divisi tra filo-atlantisti (gli uni di marca nazionalista-trumpiana-israeliana contro gli altri di marca obamiana-clintoniana-NWO); filo-eurasisti (con e senza la Cina) e europeisti liberisti-liberali-libertari-sorosiani tipo +europa e/o PD; altri si auto-definiscono come sovranisti poi ci sono i populisti… Una gran confusione!

    Mi viene in mente il titolo di un vecchio articolo di Julius Evola: “L’Occidente ha una sua idea?”; perché credo che, in fondo, il punto della questione sia tutto qui, direttore Scianca: non si ha un’idea unitaria di cosa sia e/o debba essere Occidente e quindi, per quanto ci riguarda, soprattutto, di cosa sia o debba essere considerato come Europa.

    Occorrono urgentemente chiarimenti di tipo spirituale, filosofico, culturale e dottrinario in modo da ottenere, finalmente, un autentico SIGNIFICATO alla presenza dell’umanità su questo pianeta (che non sia unicamente il “conformati-obbedisci-consuma” attuale) e dal quale potrà nascere, in maniera del tutto naturale, una precisa e tradizionale idea di Stato, di economia, di etica e via elencando.

  3. Salvini è um traditore. Anche se promuove iniziative condivisibili, ha dimostrato di essere sleale, ha usato la posizione e la visibilità da ministro per fare una martellante campagna elettorale. Pericolosamente impreparato sul fronte economico (euro sì? Euro no?) sul piano umano è esecrabile, un uomo vale quanto la sua parola giusto? Guardate i video in rete sulle tante volte che ha cambiato idea

  4. Si, certo, i Salvini passano e poi chi porta avanti l’istanza sovranista? Mio nonno, o qualcuno vede un possibile candidato all’orizzonte? Il successo del Capitano non è solo “mediatico”, Salvini parla la lingua delle cose da fare, una lingua concreta fatta di cose concrete, di cantieri da riaprire e di blocco dell’immigrazione clandestina. Progetti irrealizzabili con la palla al piede del M5s. Senza contare che in Parlamento gli unici che masticano qualcosa di economia sono i politici della Lega, gli altri sono dilettanti allo sbaraglio.

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