Parigi, 9 gen – Lucia Riina, figlia trentanovenne del sanguinario boss di Cosa Nostra Totò Riina, vede “la vie en rose”. Ormai trasferitasi dallo scorso autunno a Parigi, la donna, insieme al marito Vincenzo Bellomo e alla figlia di due anni, ha deciso di aprire un ristorantino tipico italiano che promette di servire solo “autentica cucina siciliana-italiana da scoprire in un ambiente elegante e accogliente”. Il nome? “Corleone by Lucia Riina”. D’altro canto, le origini non si dimenticano mai.

Il locale è situato in Rue Daru, non lontano dall’Arco di Trionfo e dal parco di Monceau. La società per azioni Luvitopace, con un capitale sociale di mille euro, risulta essere l’intestataria del ristorante: presidente è tal Pierre Duthilleul. Maria Falcone, sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci di cui il Totò Riina, morto all’Ospedale Maggiore di Parma nel novembre 2017, fu uno degli esecutori, commenta così la notizia: “Lucia Riina è una cittadina libera, non le si può dire nulla. Spero solo che la gente non sia così stupida da farsi abbindolare da un nome e uno stemma sull’insegna di un locale”.

Immediata anche la reazione sdegnata del neosindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi: “E’ inaccettabile che chi ha massacrato Corleone, contribuendo a marchiarla in maniera infame, oggi possa usare il nome del Paese per trarne vantaggio economico“. Lucia Riina non ha replicato alle polemiche sulla sua nuova iniziativa in terra d’Oltralpe, si è trincerata dietro uno sdegnoso “no comment”, non si fa trovare al telefono del locale, non è presente a servire ai tavoli e chiede che sia rispettata la sua privacy: l’ultima assurda richiesta dopo aver tentato per l’ultima volta di sfruttare la triste figura di suo padre per tornaconto economico.

Ilaria Paoletti

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