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Roma, 18 apr – Facebook si adegua alle nuove leggi Ue sulla privacy, in vigore dal 25 maggio.Le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni Paesi Ue hanno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook. Questi adolescenti vedranno una versione meno personalizzata del social con condivisione limitata e annunci meno rilevanti, fino a quando non otterranno il permesso da un genitore o tutore di usare tutti gli aspetti di Facebook”. Questo l’annuncio del colosso del web, che deve uniformarsi al Gdpr, il nuovo regolamento Ue sulla tutela dei dati personali. Il social media inoltre spiega che disabiliterà “il riconoscimento facciale per chiunque abbia meno di 18 anni”.
L’utilizzo del riconoscimento facciale, invece, resta facoltativo per i maggiorenni che volessero rilevare le “appropriazioni indebite” dell’immagine di una persona come immagine del proprio profilo.
L’aggiornamento sarà disponibile a partire da questa settimana in Europa e poi sarà esteso al resto del mondo, Stati Uniti compresi.

Il social media spiega che ci saranno protezioni per i teenager sulla pubblicità e limitazioni alle informazioni condivise come la città natale o il compleanno.
Al momento non è possibile iscriversi alla piattaforma, così come a molti altri social, se si è di età inferiore ai 13 anni. “In base al Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Gdpr) le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi dell’Ue hanno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere alcune azioni specifiche su Facebook, come vedere inserzioni sulla base dei dati dei partner e includere nel loro profilo le opinioni religiose e politiche. Le “protezioni speciali” saranno per tutti i teenager, indipendentemente dalla loro posizione geografica. Viceversa, per tutti gli altri utenti, chiunque avesse fornito informazioni personali sul proprio profilo, Facebook comunica che “le chiederemo di scegliere se vuole continuare a condividerle e lasciarci usare queste informazioni. Come sempre, l’inserimento di queste informazioni nel profilo è completamente facoltativo. Stiamo rendendo più facile per le persone cancellarle, nel caso in cui non vogliano più condividerle”.
Lo scandalo Cambridge Analytica, che ha utilizzato abusivamente i dati personali di decine di milioni di utenti di Facebook durante l’ultima campagna presidenziale Usa (è di oggi la notizia che stava per lanciare una propria moneta digitale ma che ha dovuto rinunciare per via della bufera mediatica), e il giro di vite Ue sulla privacy hanno costretto Facebook a mettere mano ai controlli e alla sicurezza. Ma il business dei dati personali è un giro di soldi talmente grosso che nessun regolamento o scandalo di turno potrà veramente scalfire.
Adolfo Spezzaferro

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