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Bologna, 21 gen – Proponiamo un Daspo social per chi odia. Lottiamo contro le discriminazioni. Vogliamo una politica responsabile e dai toni pacati. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma. Vogliamo equiparare la violenza verbale a quella fisica. Queste le battaglie portate avanti dalle sardine, questi i mantra con cui ci polverizzano le gonadi su ogni media esistente.

Il cortocircuito

Salvo poi imbattersi nel cortocircuito vivente che gli fa urlare «negro»: un ragazzo di colore impegnato a militare in Fratelli d’Italia. Ma è noto che i progressisti non hanno simpatia per quelli che chiamano volgarmente «negri da cortile» o «Zio Tom», (un esempio su tutti: il senatore Toni Iwobi), di coloro cioè che hanno scelto di non farsi cannibalizzare dalla sinistra per via della propria provenienza. Così come il sessismo non si applica alle donne di destra, fatte bersaglio di insulti disgustosi nell’indifferenza generale, la stessa cosa avviene per le persone dalla melanina abbondante che decidono di stare “dalla parte sbagliata”.

La vicenda

E’ successo nella civilissima e accogliente Bologna: poco dopo le 16 di domenica, in pieno concertone delle sardine che si stava tenendo in piazza VIII Agosto. Nella vicina piazza Nettuno, Francesco Nadalini, 34 anni, originario del Brasile ma arrivato in Italia a 5 giorni di vita, distribuiva volantini per le Regionali a un banchetto di Fratelli d’Italia. Secondo il racconto di Nadalini, all’improvviso si avvicina «un uomo intorno ai 45 anni» con «una sardina attaccata al petto», scatta un paio di foto al gazebo e «inizia a insultare tutti». Qui il racconto si fa interessante: «Ha iniziato a dire: Fdi paga gli extracomunitari per fare campagna elettorale», ha raccontato al Giornale. «Poi mi ha chiamato negro».

Il razzismo dei pescetti

Nadalini, metalmeccanico dalla pelle scura, milita «sempre con la destra» dal 2013.  «Le Sardine pensano che Fdi sia razzista, ma non è vero. In tanti anni di militanza non ho mai ricevuto offese da qualcuno di destra», assicura. Invece, dalla controparte, le ingiurie sono arrivate. «È assurdo che, senza conoscermi, chi si vanta di combattere l’odio venga a rivolgermi insulti razzisti solo perché non sono di sinistra». Ma non finisce qui. Poco dopo un altro signore si avvicina al banchetto: «Non pensavo che anche quelli come voi dessero volantini di Fratelli d’Italia». «Quelli come voi», capito?  «Questa cosa mi ha fatto imbestialire – conclude Francesco –. Io non mi sognerei mai di denigrare chi non la pensa come me. Invece se non condividi il pensiero unico, diventi un appestato e ti becchi gli insulti».

Cristina Gauri

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