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Roma, 26 feb – Nella Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza pubblicata da qualche giorno e riguardante lo scorso anno, un paragrafo è dedicato alla Minaccia eversiva e l’attivismo estremista. Quest’ultimo analizza le classiche correnti, ovvero l’anarco-insurrezionalismo, l’estremismo marxista-leninista e la destra oltranzista.
Nel corso dell’anno vi è stata una vera e propria offensiva da parte degli anarchici sul territorio nazionale. I numeri parlano di 11 attentati dichiarati, suddivisi in 3 medianti bombe, 4 azioni incendiarie, una azione di danneggiamento e ben 3 ordigni esplosivi, tra cui quello che ha gravemente ferito un agente di polizia nella notte di capodanno a Firenze (dove furono fermati ed interrogati ben 14 anarchici). I temi comuni sono in grande parte condivisi dall’estremismo marxista-leninista, quindi la lotta alle compagnie capitalistiche, al fascismo e alle istituzioni (che nella mentalità anarchica sono, grosso modo, la stessa cosa). Si sottolinea anche un grande impegno da parte delle forze eversive anarchiche nella solidarietà rivoluzionaria indirizzata alla difesa dei “compagni” detenuti.
Non si può trascurare invece la guerra ai “fascismi” e alla xenofobia, contro le istituzioni colluse con il meccanismo di espulsione degli immigrati irregolari (e potenzialmente pericolosi), il rapporto infatti rivela che: “È in tale cornice che si inseriscono le sortite, qualcuna rivendicata in forma anonima, altre non rivendicate, in danno di aziende che forniscono servizi alle strutture di accoglienza e contro Poste Italiane, da tempo divenute bersaglio per il coinvolgimento nel meccanismo di espulsione degli stranieri irregolari, in quanto proprietarie di una compagnia aerea impegnata nei rimpatri”. A quest’ultimo caso si fa riferimento all’incendio avvenuto il 17 febbraio 2017 a Genova (ai danni della CIE) e agli attentati incendiari ed esplosivi contro le Poste il 12 maggio, 3 ottobre e 26 ottobre 2017.
Meno pratico con i fatti ma allo stesso modo potenzialmente pericoloso è l’estremismo marxista-leninista. Non si sottolineano infatti attentati riconducibili a qualche sigla appartenente all’estrema sinistra. Tuttavia il rapporto segnala una intensa attività di propaganda “intesa a tramandare alle nuove generazioni la memoria brigatista, nella prospettiva di contribuire alla formazione di futuri militanti”. A differenza degli anarchici, le future componenti rivoluzionarie hanno una precisa identità ideologica, mirante al sovvertimento del sistema costituito per rimpiazzarlo con quello marxista-leninista, ovvero la dittatura del proletariato, ma quest’ultimo in cosa consiste al giorno d’oggi?  Infatti le fabbriche sono vuote, le aziende delocalizzate, gran parte dei lavoratori sono impiegati nel settore terziario. Manca quindi a queste forze eversive l’humus da cui trarre un consenso che giustifichi la “lotta per l’internazionalismo proletario” contro il grande capitale. Dunque allo stesso tempo vengono coinvolte più tematiche sociali, in modo tale da attirare l’attenzione ed il consenso: “Tra le tematiche all’attenzione figurano, in particolare, quelle relative all’anti-repressione, alcune vertenze del mondo del lavoro […] e, più in generale, le situazioni di disagio sociale, tra cui l’emergenza abitativa. Si tratta di temi che coinvolgono un proletariato sempre più eterogeneo, che include anche la componente migrante e che, nel contempo, è ritenuto esposto a crescenti derive xenofobe e securitarie”. Dunque, ricapitolando, il nuovo “proletario oppresso dal sistema fascista e capitalista” è il povero “migrante” che, nello stesso rapporto, è considerato un rischio, vista la crescente influenza di Daesh ed Al-Qaida nell’africa (soprattutto settentrionale).
Per quanto riguarda la destra oltranzista non si rilevano preoccupazioni degne di nota per la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Crescono i consensi verso la destra estrema che viene accusata di “cavalcare l’onda” dei disagi che attanagliano gli italiani: rischio terrorismo, immigrazione incontrollata e ius soli, degrado delle periferie urbane. Si riconosce dunque alla destra estrema il “merito” di occuparsi di certe tematiche trascurate dai due precedenti gruppi, anche se la si accusa di farlo solo per fini elettorali. L’accusa quindi non è di “eversione”, ma di concorrere al gioco democratico utilizzando temi “impropri” (secondo loro). Concludiamo l’analisi del rapporto con i gruppi skinhead e neonazisti che, anche in questo caso, non comportano un rischio per la sicurezza. Il rapporto si limita a segnalare manifestazioni e concerti, con il fine di “accrescere coesione e senso di appartenenza”, il rischio, secondo il rapporto, è l’accentuazione dell’intolleranza e il rischio di derive xenofobe.
Alla luce di quanto detto si evince l’immaturità delle istituzioni, a partire dal presidente della camera Laura Boldrini, non solo ignorano totalmente il rischio di uno scontro sociale ed ideologico, promosso soprattutto dall’estrema sinistra, ma esso viene incentivano tramite il richiamo all’antifascismo e propagandando la chiusura dei movimenti che concorrono al gioco democratico, che abbiamo visto non costituire un pericolo eversivo.
Davide D’Anselmi

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3 Commenti

  1. Che schifo,grassio,boldrina,renzio…..sentirli parlare provoca colite acuta e spasmi addominali…….quando si tratta di feccia africana e luridi bastardi asociali tutto viene concesso, siamo noi italiani a far schifo a lor signori,ai parassiti rossi della politica italiota, senza onore e senza patria……non che a “pseudo destra” si respiri meglio……vedremo quanti voti andranno alla coppia grassio- boldriniana……per cui vedremo quanti marziani vivono in Italia.

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