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Milano, 20 feb – La stazione centrale di Milano e il suo vasto piazzale antistante, sono ormai tristemente noti per la presenza pericolosa e molesta di un gran numero di stranieri, spacciatori, tossici e sbandati che minacciano la sicurezza di passanti e viaggiatori, oltre che il decoro di uno dei punti di arrivo e partenza di quella che dovrebbe essere una grande “capitale europea”. Un problema annoso, non affrontato o affrontato male dalle autorità, specie cittadine, che si trovano in imbarazzo, strette tra la retorica dell’accoglienza ad ogni costo e le risposte da dare ai cittadini sempre più preoccupati. A poco è servito piazzare le camionette dei militari, in verità tanto impotenti da risultare umiliati come le divise che indossano (tempo fa un immigrato tentò persino di disarmarne uno). Sono quotidiani gli episodi di risse e molestie, mentre l’attività di spaccio prosegue, impunemente, a tutte le ore, a cielo aperto. Diverse e drammatiche sono state le aggressioni ad agenti e vigili, oltre che a privati cittadini. Il tutto non troppo meritevole, a quanto pare, di particolari attenzioni da parte di grande stampa e istituzioni.

Sangue di Enea Ritter

Vittime famose

Il silenzio si rompe solo se le vittime sono personaggi famosi o mediaticamente rilevanti, vedi l’assalto all’inviato di Striscia La Notizia, Vittorio Brumotti, minacciato di morte e preso a calci da un gruppo di spacciatori africani. Pochi mesi fa era toccato alla conduttrice televisiva Emanuela Folliero denunciare la situazione dal suo punto di vista personale, costretta, come ha spiegato, ad evitare la stazione Centrale in quanto spaventata dall’eccessiva presenza di immigrati. L’ultimo “vip” in ordine di tempo a sollevare la questione è stato Salvo Veneziano, ex concorrente del Grande Fratello 1, oggi in affari nel mondo della ristorazione. Veneziano, che dopo la breve ribalta televisiva ha aperto una catena di pizzerie in Brianza, si è sfogato in una lunga diretta Facebook, lamentando di essere stato minacciato e aggredito proprio in piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Centrale.

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Salvo Veneziano

Lunedì pomeriggio l’imprenditore, in compagnia della moglie, si era recato lì al fine di incontrare un regista per “un appuntamento di lavoro”. Dopo pochi passi, però, ecco la sgradita accoglienza .”Sono stato avvicinato da persone che volevano vendermi qualcosa e sappiamo cosa – ha affermato via social -. Al mio rifiuto mi hanno minacciato dicendomi ‘Stronzo, pezzo di merda italiano‘. Se non mi fossi allontanato – ha spiegato Veneziano – sicuramente mi avrebbero fatto qualcosa”. “Io sono nato per strada, ma mi sono allontanato perché ho avuto paura – ha sottolineato l’ex concorrente del Gf -. Per andare alla stazione di Milano bisogna camminare armati“. Ecco, le parole di un Salvo Veneziano saranno anche da prendere nella giusta misura, ma, siccome il concetto non si discosta troppo da quanto affermano tante persone che ogni giorno, volenti o nolenti, hanno a che fare con quel luogo, come la mettiamo con la favoletta del “modello di accoglienza e integrazione” tanto sbandierata dal sindaco Sala e compagni?

Fabio Pasini

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4 Commenti

  1. Sentiti ringraziamenti ai piddini comunistoidi, ipocriti ,rancorosi e buonisti frignoni………come pare chiaro la loro amata fecciaglia africana spacciatrice sta dominando il territorio e le istituzioni comunali se ne fregano altamente………..una latrina puzzolente, la mafia nigeriana impunita e una buona fetta di città degradata, questa è oramai la Milano dei radical-chic……… ovviamente nessun giudice si straccia le vesti, anzi i soliti noti indagano un ministro…….. sinistri e comunisti.

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