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stoccolma neve donneStoccolma, 14 nov – Qualcuno salvi gli svedesi dal politicamente corretto. Se da noi il rispetto ossessivo dell’uguaglianza di genere genera mostruosità linguistiche come “prefetta” e “assessora”, a Stoccolma un’intera città è stata sommersa dalla neve a causa di una direttiva femminista emanata dall’amministrazione guidata dalla “sindaca” Karin Wanngard: gli addetti municipali devono ripulire da neve e ghiaccio prima i marciapiedi e le piste ciclabili, dove statisticamente circolano di più le donne, a piedi o in bici, e poi le strade, le corsie automobilistiche che di solito sarebbero più frequentate dai maschi. Il risultato? Stoccolma è piombata nel caos, con 1500 reclami all’autorità, decine di incidenti, numero record di ricoveri in ospedale, trasporti pubblici bloccati, scuole e uffici chiusi, ingorghi, auto abbandonate, piazze trasformate in deserti polari.

“Anche le donne hanno il diritto di circolare sicure quando gela o fiocca troppo”, era stata la spiegazione dell’assessore ai trasporti (appartenente al gruppo dei Verdi), al momento dell’emanazione della direttiva, visto che le donne, frequentatrici abituali di marciapiedi e piste ciclabili, sarebbero più spesso vittime di incidenti rispetto ai loro concittadini maschi, più presenti invece sulle corsie automobilistiche. Il nome della decisione amministrativa si chiamerebbe proprio “uguaglianza di genere nello spalare la neve”, nuovo traguardo assoluto della follia del politicamente corretto. Una misura meramente ideologica ed evidentemente poco pratica, che l’assessore ai trasporti provò a giustificare anche sotto il profilo operativo, sostenendo il nuovo sistema avrebbe garantito una circolazione invernale più ordinata. E invece eccoci a novembre, con la prima “cannonata” di neve (snokanon è il termine svedese), nevicate eccezionali che arrivano in poco tempo a far cadere anche 40 centimetri di neve, come accaduto mercoledì scorso.

L’unico risultato “democratico” raggiunto dall’amministrazione di Stoccolma è stato quello di causare danni a tutti, indiscriminatamente, uomini, donne o gender fluid, la nevicata eccezionale non ha fatto distinzioni. A loro discolpa dall’amministrazione provano a sostenere la tesi dell’eccezionalità di questa nevicata di novembre, mai così intensa secondo alcuni meteorologi dal 1905. Inoltre “l’uguaglianza di genere” nello spalare la neve non sarebbe stata applicata fino in fondo, dunque la colpa non può essere attribuita alla folle direttiva. Nonostante il tentativo dell’amministrazione di discolparsi, a Stoccolma monta la polemica e la discussa direttiva è finita sotto accusa. Nord Europa e Svezia in particolare si confermano ancora una volta avanguardia del pensiero unico. Una sorta di inferno boldriniano. Chissà se qualcuno prima o poi si sveglierà e deciderà di uscirne fuori.

Davide Romano

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