Kathmandu, 27 set – Riccardo Bergamini ha raggiungo la vetta del Manaslu. Questo è il messaggio che arriva direttamente dall’alpinista lucchese impegnato nella scalata all’ottava montagna più alta del mondo. Dopo la fase di acclimatamento, durate diversi giorni, Bergamini aveva fissato l’ultimo campo, il quarto, a 7400 metri di altezza. Di qui la notte scorsa Riccardo è partito per tentare la vetta del Manaslu a 8163 metri, riuscendo ad arrivare in cima, senza ossigeno supplementare. Si chiude così la sfida di Bergamini alla montagna nepalese iniziata nel 2014, quando aveva tentato di scalarla senza però riuscirci, a causa delle condizioni meteo.

Il Manaslu è il terzo ottomila più scalato, dopo Everest e Cho Oyu. La montagna nepalese è diventata molto frequentata in quanto considerata un buon allenamento per gli altri 8.000, e in più senza i problemi di altre montagne analoghe – come il Cho Oyu, in Tibet – che però presentano problemi legati alla logistica cinese. Sono 1134 le persone ne hanno raggiunto la cima, e 82 gli alpinisti che sono morte nel tentativo. Anche in concomitanza con la spedizione di Riccardo Bergamini ci sono stati incidenti mortali sul Manaslu. L’alpinista inglese Philip Harver, 46 anni, è morto mentre scendeva dal Campo 3 dopo aver accusato un forte mal di montagna.

Riccardo Bergamini, 41 anni, sposato con sette figli, si trova alla quinta spedizione su di una montagna oltre i settemila metri. Bergamini, fedele lettore del nostro giornale, è stato affiancato per la seconda spedizione consecutiva dal Il Primato Nazionale come media partner, pubblicando gli aggiornamenti della sua avventura. Su Facebook l’hashtag ufficiale della spedizione è #RB8163.

Simone Pellico

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