Roma, 2 ott – E’ cominciata la somministrazione della terza dose di vaccino anticovid anche in Italia. Al momento riservata solo ad anziani con più di 80 anni e persone con fragilità considerevoli di salute. Tuttavia, all’interno dell’esecutivo si discute già di ampliare la vaccinazione a tutta la popolazione nei prossimi mesi. Una scelta dettata da quella che sembrerebbe una vera e propria “scadenza” delle dosi precedenti.



E’ parere condiviso da molteplici esperti quello che annota come l’effetto dei vaccini non abbia efficacia superiore per un raggio temporale di circa sei mesi. Problematica effettiva che richiede di scegliere tra l’aumento del numero di sieri per ogni cittadino e la cessazione della campagna vaccinale. Il governo italiano pare aver optato per sottoporre gli italiani a continue vaccinazioni, anche perché vittima degli indirizzi in materia provenienti dall’Unione Europea.

Bruxelles ha infatti stipulato un contratto con Pfizer Biontech, al fine di acquistare abbastanza dosi (900 milioni) da distribuire ai 27 Stati entro il 2022. Anche in ragione di ciò, siamo dinanzi alla necessità di prospettare le scelte politiche su cui il nostro governo probabilmente opterà in campo vaccinale.

Terza dose obiettivo politico più che sanitario

In primis, è doveroso annotare che la nostra campagna di vaccinazione abbia ad oggi coinvolto circa l’82% dei cittadini. Una percentuale considerevole e soddisfacente, ben superiore a quella di altri Stati dell’Unione Europea. Eppure, ministri ed esponenti della maggioranza hanno auspicato ad un aumento del numero di vaccinati. Obiettivo politico più che sanitario, da ottenere attraverso l’estensione di strumenti persuasivi come il green pass. Tuttavia, tale certificato potrebbe non bastare, dato che con la terza dose da sottoporre nuovamente a quasi 70 milioni di cittadini si provocherebbe una confusione ingestibile.

Leggi anche: “La terza dose dovremo farla tutti”. Il pressing di Ricciardi e Sileri

L’unico possibile (e negativo) scenario all’orizzonte potrebbe essere dunque quello dell’obbligo vaccinale. Permettere che gli italiani siano vaccinati con tre dosi nei prossimi mesi appare impossibile (oltre che inutile) se ci si basa sulla sola libertà di scelta. Ragion per cui non sarà sorprendente assistere ad un prossimo intervento di coercizione che imponga di sottoporsi ad un trattamento sanitario in certi casi non necessario.

Tommaso Alessandro De Filippo

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3 Commenti

  1. L’obbligo vaccinale per un fenomeno ormai endemico e tra l’altro con vaccini che non evitano di contrarre la malattia
    https://notizie.virgilio.it/covid-vaccinati-doppia-dose-ricoverati-1493537

    e addirittura perdono efficacia nel tempo
    https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/obbligo-vaccinale-persino-crisanti-dubbioso-206078/

    lo vedo un attimino dittatoriale piuttosto che costituzionale e la Costituzione mi risulta ancora vigente.

    E il fatto che l’obbligo vaccinale sia propugnato da “Scienziati” che neanche sanno come si diffonde un patogeno e glielo deve insegnare un cretino come me
    https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/manette-rapper-assalti-frontali-600-dosi-hashish-209067/#comment-78433

    credo dica già tutto sul vero motivo di cotanto desiderio di imporre un obbligo dittatoriale e non certamente sanitario.

    Non vogliono finire appesi come Calvi perché i soldi li hanno già presi
    https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/codici-trasparenza-abbiamo-fatto-conti-tasca-esperti-televisivi-vaccini-205746/

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