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Argentina campione: l’apoteosi di Messi nella partita del secolo

by Sergio Filacchioni
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Argentina

Roma, 18 dicembre – L’Argentina è campione del mondo, Messi entra nella leggenda insieme ad una partita che racconteremo ai nostri nipoti come un vanto, un privilegio a cui abbiamo potuto assistere. Nel pomeriggio del Lusail di Doha è andata in scena uno spettacolo di calcio che rimarrà nella storia. La partita più bella di sempre nel mondiale più discutibile di sempre.

Argentina campione

La partita che incorona la selecciòn è di quelle che rimangono nella storia di questo sport. Senza paura di essere smentiti, quello che si è visto tra Argentina e Francia sembrava scritto nel destino. I predestinati si sono manifestati: i numeri dieci hanno dato vita ad un testa a testa che ha tenuto in bilico la partita per i tempi regolamentari e oltre. La Francia è colpevolmente assente dal campo per più di settanta minuti, sotto due a zero contro un’Argentina straripante guidata dal diez spadroneggia e ormai sembra finita in maniera troppo semplice. Ma quando l’autore del secondo gol Di Maria esce dal campo la musica cambia: l’Argentina è stanca, perde brillantezza. Deschamps è furioso. Dalla panchina schiera quattro attaccanti per un assalto finale che in solo due minuti rovescia una vittoria già scritta. Mbappè rimonta Messi con il rigore, poi lo doppia con un tiro al volo da campione che buca il portiere Emiliano Martinez. Sembra il ribaltone, Scaloni intravede una disfatta, la Francia sfiora il 2 a 3, ma il tempo finisce e i supplementari chiamano le nazionali ad un sforzo sovrumano.

Spettacolo supplementare

Ai supplementari si assiste allo spettacolo del calcio: entra Lautaro e l’Argentina ritrova in poche occasioni il gol del vantaggio, ancora lui, ancora il diez che pareggia di nuovo il conto con Kylian. Ma è già storia: infatti al secondo tempo supplementare un nuovo rigore del francese riporta il pareggio sul 3 a 3 dopo un micidiale colpo di mano. 120 minuti di lucida follia, Messi sfiora la sua tripletta con un missile da fuori area. Non questa sera Leo, perchè quella è destinata al 24enne Mbappè, che riceve il premio di capocannoniere di questa edizione e sfiora con un dito Pelè. Ma lui si prende la gloria. Sì, perchè dopo la parata della provvidenza all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare di Martinez su una bomba volante, la parola va ai rigori dove gli argentini godono del doppio errore della squadra di Deschamps e di un Martinez strepitoso. La storia a lieto fine: la squadra che ha meritato di più vola sul tetto del mondo. Doveva essere la partita del secolo: lo è stata, riaccesa all’ultimo dalla reazione furiosa dei francesi e combattuta pallone su pallone fino ai calci di rigore. Quasi un peccato sia finita dal dischetto, forse avrebbe meritato altri centoventi minuti, ancora un po’ papà, ti prego. Una partita in cui la qualità ha superato qualsiasi aspettativa, ma che premia la nazionale “troppo bianca”, la nazionale del popolo che ora piange e si commuove, la nazionale dei ragazzini in campo che tirano quattro calci ad un pallone. Una partita che incorona l’albiceleste campione del mondo per la terza volta nella sua storia e che ha rappresentato l’apoteosi di un popolo e del suo nuovo profeta, Lionel Messi, che da oggi sarà assunto in cielo da vivo insieme a Diego. Grazie Dio per il futbol.

 

Sergio Filacchioni

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