Ancona, 18 apr – Tristemente celebre per lentezza esasperante, la sanità italiana a volte tocca picchi inimmaginabili e decisamente inaccettabili. E’ il caso ad esempio di Fabriano, nelle Marche, dove una signora di ben 102 anni, Ida Cucco, ha chiesto di effettuare un’ecografia addominale e si è sentita dire che non c’è posto fino al 2020. Come riportato da Il Resto del Carlino, la figlia dell’ultracentenaria, ha denunciato l’accaduto: “Ieri mattina mi sono presentata al Cup, il centro di prenotazioni dell’ospedale Profili di Fabriano per chiedere un’ecografia al fegato per mia madre. L’operatore di turno mi ha riferito che per tutto il 2019 non ci sono posti liberi per effettuare un esame del genere non solo a Fabriano, ma in tutte le Marche”.

Con tutta evidenza, vista soprattutto l’età della signora, la risposta è decisamente allucinante. A prescindere dal fatto che di per sé è incredibile che in Italia si debba aspettare tempi biblici per un’ecografia. “Ormai da quattro anni – ha dichiarato la figlia – le è stato applicato un drenaggio biliare con cui convive. Periodicamente la sua situazione va controllata e nei giorni scorsi ci siamo rivolti ad un medico radiologo di Ancona che ha consigliato e sollecitato l’effettuazione di questa visita”. Tutto sacrosanto e indiscutibile, eppure no, la sanità pubblica sembra non sentirci.


Ecco allora che l’unica soluzione per una signora di 102 anni è ricorrere agli esami a pagamento in un centro medico privato: “Se il contesto è davvero destinato a rimanere questo, la scelta obbligata sarà di rivolgersi agli esami a pagamento per i quali sono straconvinta si trovi posto nello spazio di pochissimi giorni. Se serve lo faremo perché la priorità assoluta è di tutelare la salute di mia madre. Ma non si può arrivare al punto praticamente di costringere la gente ad avvicinarsi alle strutture private o magari a quegli stessi medici che sotto l’egida dell’ente pubblico non possono operare, mentre quando indossano il camice di professionisti privati per le visite a pagamento hanno tempo e modo di effettuare i medesimi controlli”. La figlia dell’ultracentenaria marchigiana si è sfogata così, centrando esattamente il punto della questione.

Magari tra cinque mesi

Non è proprio ammissibile assistere a questo scempio della sanità pubblica, con i cittadini che inevitabilmente, ogni giorno di più, si scoraggiano. Intanto però, la Regione Marche ha comunicato in una nota di aver “verificato con il Cup (centro unico di prenotazione regionale) e la visita richiesta dalla signora è già disponibile il 24 settembre prossimo. Pertanto quanto riportato non risponde al vero”. E dire che a noi sembra ancor più incredibile questa precisazione. Perché, se il calendario gregoriano non ci inganna, siamo ad aprile. Dunque rimandare tra cinque mesi un’ecografia per una signora di 102 anni, crediamo sia sufficiente per far infuriare chiunque.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Chiedo a chi mi può rispondere. Vi è una legge di cui sè la prestazione non viene fatta entro 60 giorni dall’ente pubblico, l’ò stesso ente deve provvedere ,e mandare in una struttura privata senza fare pagare niente al malato . Qualcuno mi risponda

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