Roma, 4 feb – A nulla sono valsi i consigli di Vittorio Sgarbi. Vi ricorderete sicuramente di come il critico d’arte abbia più volte suggerito alla pornostar Valentina Nappi di occuparsi di ciò che concerne il suo lavoro, e di risparmiare agli italiani le sue sguaiate boutades su politica e tematiche sociali, con predilezione (ma sarebbe meglio chiamarla ossessione) per il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma la Nappi proprio da quell’orecchio non ci sente. Forse il suo lavoro non la soddisfa, forse vorrebbe dimostrare che lei esiste “oltre” la sua carriera nel mondo dell’hard; forse ha solo bisogno di affetto tra una gang bang con le “risorse” e l’altra e sublima questo bisogno nella ricerca compulsiva di sovraesposizione mediatica. Non le importa quindi se le sue dichiarazioni sono intelligenti, conta solo il valore assoluto dell’onnipresenza social.

“Ogni genitore è un assassino”

Insomma, anche stavolta Valentina ci ha regalato uno dei suoi soliti “ragionamenti” fatto di supercazzole liberal e dalla sintassi claudicante. Dopo aver postato una sua fotografia nuda su Instagram si è taggata presso il santuario di Pompei, con la frase: “Aborto obbligatorio per chi non può offrire una vita agiata a un figlio”. Il tutto corredato di didascalia: “Un figlio non è un diritto. Non ha chiesto lui di nascere, è stata una decisione unilaterale dei genitori. Ogni genitore è un assassino, perché mette al mondo un condannato a morte. Almeno dunque si preoccupi di offrire il meglio. E se non è in grado, meglio l’aborto“. Quindi secondo l’attrice hard, coloro che non possono permettersi di crescere un figlio nel lusso – cioè decine di milioni di italiani – dovrebbero abortire: “Ciao povery!”, scriverebbe qualcuno sui social. Ah, e i genitori non donano la vita: essi sono i boia che condannano un bambino a un’esistenza che culmina con la morte. Quindi degli assassini. Giustamente dopo aver esaurito il filone Salvini, la Nappi si è buttata sul nichilismo adolescenziale da frasi scritte sulla Smemoranda, versione liberal.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. V’è paradossalmente da auspicare che rimanga legata a un certo nichilismo adolescenziale: il passo successivo, benché l’esimia aspirante “pensatrice” sia affatto incapace di tale organicità – ma nondimeno potrebbe sempre prestare il suo c… pardon il suo volto mediatico alla propaganda -, potrebbe riesumare i fasti di Pol Pot.

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